Il modello BMW funziona: dimostra che lo Stato è un ostacolo
L'azienda di Monaco è per lo più controllata da azionisti privati, il che assicura una libertà decisionale
di Tommaso Marcoli© Ufficio Stampa
BMW è il marchio automobilistico tedesco più in salute. L'efficace strategia di produrre in "parallelo" una linea di veicoli con motore a combustione ed elettrici, sta ripagando. A differenza degli altri Gruppi che hanno puntato con più insistenza su di un'unica tecnologia. Ogni impianto del marchio bavarese produce almeno un modello completamente elettrico, sulla stessa linea di montaggio. In questo modo, il mix produttivo può essere velocemente adattato alla richiesta di mercato.
Strategia furba
Un modello di produzione efficiente che consente di contenere i costi e di rispondere al mutare della domanda. Un'applicazione concreto del concetto di neutralità tecnologica. Il motivo per cui BMW si è potuta permettere di applicare questa strategia, sta nella sua gestione. Il marchio è per il 47% di proprietà della famiglia Quandt-Klatten, e questo assicura: visione a lungo termine, velocità decisionale. Azionisti privati hanno l'obiettivo di ottenere successo economico. Per raggiungerlo, guardano al mercato.
Lo Stato ostacolo
Per contro, avere tra gli azionisti di riferimento lo Stato - o una sua emanazione - richiede necessariamente dei compromessi. Il Gruppo Volkswagen è per il 20% del Land Bassa Sassonia, che ha un potere di veto su decisioni strategiche. Questo significa che le direttive industriali, guardano a quelle politiche: l'all-in sull'elettrificazione ha assecondato le ambizioni ecologiche dell'opinione pubblica. L'assenza di agilità - in questo senso - ha contratto il mercato (-27%) aprendo a scenari di crisi preoccupanti.