Giornalisti spiati, la difesa di Fassone: "Scelta condivisa col cda del Milan"

L'avvocato dell'ex ad dei rossoneri a Repubblica: "Una decisione collettiva, presa di comune accordo"

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In casa Milan oltre alla traballante posizione di Gennaro Gattuso in panchina, tiene banco il caso di spionaggio che coinvolge l'ex ad dei rossoneri, Marco Fassone, licenziato l'estate scorsa "per giusta causa" al momento del passaggio del club da Yonghong Li al fondo Elliott. L'ex dirigente dei rossoneri, che è accusato di aver fatto spiare quattro giornalisti della carta stampata dalla Carpinvest srl, si difende attraverso il proprio avvocato, Francesco Rotondi: "L'attività investigativa era nota a tutto il cda" ha detto in un'intervista concessa a La Repubblica.

"Quella decisione fu concordata e avallata dal consiglio d'amministrazione per rispondere a una fuga di notizie. Una decisione collettiva, presa di comune accordo" ha aggiunto il legale, che poi ha spiegato: "Si trattò di un'attività di indagine difensiva, lecita, normata dalla legge. Il mio assistito ha sempre riportato al cda, tanto che il nome della stessa società di investigazione venne suggerito da qualcun altro".

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