FESTIVAL DELLO SPORT

Simone Inzaghi: "Sì alla bolla stile Nba". Pippo: "Lui pronto per la Juve"

I due fratelli al Festival dello Sport: "Lazio-Benevento? Ci sentiremo al telefono come sempre, anche dopo il diluvio di Perugia...”

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Fratelli, bomber di razza, una presenza insieme in Nazionale e ora entrambi su una panchina di Serie A. I fratelli Inzaghi sono stati protagonisti sul palco del "Piccolo Teatro" di Milano al Festival dello Sport e hanno toccato tantissimi argomenti, dal momento difficile che vive il calcio ai ricordi più dolci delle loro carriere: "Purché non ci si fermi sono d'accordissimo con la bolla stile Nba. Abbiamo tutti figli e famiglia, ma l'importante è che non ci si fermi ancora", ha detto il tecnico della Lazio, mentre Pippo l'ha esaltato: "È pronto per la Juve".

"Ci sono delle regole e sono chiare per tutti. Bisogna continuare sapendo che è una problematica con cui dovremo convivere. Non si può fermare il calcio, non si può fermare l'Italia", ha aggiunto Simone, che poi è tornato sul lockdown della passata stagione: "In quel momento i più penalizzati siamo stati noi perché fino allo stop - ha spiegato - solo noi giocavamo una partita a settimana mentre Juve, Inter e Atalanta no. Non avevamo infortuni ed eravamo in fiducia. Ce la saremmo giocata fino in fondo come abbiamo fatto fino al momento della sospensione".

I biancocelesti ci riproveranno quest'anno, ma secondo Pippo Inzaghi la rivale numero uno per lo scudetto potrebbe essere l'Inter: "Sarà un campionato combattuto, vedo la Juve in un certo senso ancora favorita ma l'Inter ha pareggiato la forza dei bianconeri come organico, se non addirittura l'ha superata", ha detto il tecnico del Benevento, che poi ha voluto mandare un 'consiglio' a Lotito: "Simone pronto per la Juve? Può allenare chiunque ma il legame che ha con la Lazio è difficile da spezzare. Io sogno che possa fare il Ferguson della Lazio, è laziale dentro e la società dovrebbe tenerselo stretto. Sarebbe problematico sostituirlo perché ha tutto per essere un grande allenatore".

Dal possibile futuro a qualche dolce ricordo, come la partita giocata insieme in azzurro: "Mi piacerebbe rivivere quei momenti in Nazionale, abbiamo provato gioie incedibili. Quel giorno ho provato subito a passargli la palla - ha raccontato Pippo - io che non amo molto darla. Se ci fosse stato lui al posto di Barone, nel 2006, a Simone l'avrei passata... In quel mondiale pensavo di meritare più spazio, avevo venti minuti per timbrare un cartellino. Barone quasi non lo vidi, ero quasi sicuro di fare gol".

LAZIO-BENEVENTO
"Ci sentiremo prima e dopo perché queste sono le nostre abitudini. Quando ho perso contro di lui ai tempi del Milan a fine partita era dispiaciuto più lui di me, temeva mi cacciassero per colpa sua", ha ricordato Pippo, mentre Simone ha parlato del momento più difficile, quello del diluvio di Perugia, quando lui vinse lo scudetto con la Lazio e Filippo lo perse con la Juve: "Lo chiamai come sempre subito dopo la partita, come sempre. È stata una giornata strana, ma per noi non cambia niente".

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