Tutti pazzi per McKennie: da Spalletti e i tifosi è considerato un punto fermo della nuova Juve
Il centrocampista statunitense è il vero protagonista del buon momento bianconero
di Andrea CocchiSe non è ancora stato lanciato lo slogan "Santo subito!" poco ci manca. Weston McKennie è il nuovo punto fermo della rinascita bianconera sotto la gestione Spalletti. Certo, Yildiz, il ritrovato David, Thuram e Bremer balzano di più all'occhio, ma il centrocampista yankee è sempre nei pensieri e nelle dichiarazioni del suo allenatore e nei cuori e nei cori dei tifosi bianconeri. "E' come se fosse un attaccante centrale perfetto. Lotta, è forte di testa, ha un'elevazione impressionante e prende decisioni per fare risultati. Sarebbe un attaccante ideale", parole e musica dello Spallettone dopo la vittoria sul Napoli. "Posso dire che non vedevo Wes così felice da tempo. L’allenatore ha fatto decisamente la differenza", dichiarazioni di John McKennie, il papà.
Quindi? Tutto lascia immaginare che presto si discuterà del rinnovo del contratto che scade a giugno e si andrà verso il prolungamento, visto e considerato che Spalletti, salvo cataclismi, resterà alla Juventus. Cosa lo rende così speciale? Innanzitutto la duttilità. La partita contro il Napoli è forse l'esempio estremo di quello che può dare McKennie in questo senso. In fase difensiva ha fatto l'esterno destro chiamato a coprire su Spinazzola, in quella offensiva il trequartista con licenza di inserimento. Nella logica del calcio uomo contro uomo, un movimento del genere porta scompiglio contro avversari che marcano individualmente, lasciandolo fatalmente libero un giocatore che cambi così repentinamente la sua posizione. Sempre nel corso della stessa partita ha poi fatto il trequartista a sinistra, alternandosi con Yildiz come punta centrale. Il suo eclettismo lo fa diventare un punto di riferimento per l'allenatore, il suo "sbattersi" per tutto il campo l’idolo dei tifosi. Chi l'avrebbe mai detto che un americano potesse essere un punto di riferimento così importante per una delle più prestigiose società europee? E invece anche il calcio ci dimostra ogni giorno quanto poco contino le etichette e i luoghi comuni.