Altra falsa partenza: ora è già tempo di mettere il turbo
Che Max Allegri sia un motore diesel, lento a produrre in partenza il massimo di giri, come sta dimostrando la sua Juve inquesto avvio di stagione, lo confermano le sue precedenti annate in serie A. Da incubo la prima volta a Cagliari -era il 2008/2009- con 3 sconfitte su 3 in avvio, cui ne sarebbero seguite altre due. Ciò nonostante Cellino gli avrebbe rinnovato la fiducia. Un solo punticino nelle prime 3 dell’annata successiva che si sarebbe conclusa però anzitempo con l’esonero dalla panchina sarda.
Inizia l’inebriante avventura al Milan che si concluderà con lo scudetto, ma anche in questo caso l’avvio non fa ben sperare: vittoria a San Siro con il Lecce, sconfitta a Cesena e pari ancora in casa col Catania.Niente male.Lo scudetto manda questi risultati nel dimenticatoio, ma nel 2011/12 la storia si ripete: vittoria a Cagliari, pari a San Siro con la Lazio e sconfitta a Napoli per un totale identico di 4 punti.La situazione relativa ai primi 270 minuti peggiora nella stagione successiva che si concluderà con un altro esonero: sconfitte in casa con Sampdoria e Atalanta e vittoria Bologna.
L’eccezione alla regola allegriana riguarda la passata annata tricolore in cui la sua Juve parte col vento in poppa: 3 vittorie su 3 con Chievo Udinese e a San Siro col Milan, mentre i numeri di quest’anno: 1 punto in 3 partite è impietosamente lì davanti agli occhi di tutti. Complessivamente il bilancio delle prime 3 giornate di questi suoi 8 campionati è da zona bassissima della classifica, per un totale di 24 punti in altrettante partite, alla media di uno a gara. Da ciò si evince che Max non parte mai al massimo. E se lo ha fatto nella passata stagione tricolore significa evidentemente che aveva anche beneficiato -pur non disconoscendone i meriti- del martellante lavoro del suo predecessore, Antonio Conte. Allegri in questa nuova avventura al timone della corazzata bianconera dovrà inoltre sfatare quella regola secondo la quale non riesce ad avitare la crisi del... secondo anno. Ma ora c’è altro a cui pensare, la Champions e il City che incombono.