Da Italiano ai New York Cosmos: il mondo del calcio ricorda Commisso
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Un destino crudele in pochissimi anni: la Fiorentina piange Rocco Commisso dopo le tragedie di Astori e Barone
di Stefano FioreFirenze piange ancora, per l'ennesima volta in pochi anni. La morte del presidente Rocco Commisso riapre una ferita che i tifosi viola, ma non solo, speravano di non dover più soffrire. Dalla tragedia di Davide Astori alla scomparsa di Joe Barone, e poi la paura per Edoardo Bove fino all'ennesima notizia tragica di oggi che lascia un'altra sensazione di vuoto nello stomaco.
Ogni lacrima versata oggi ha una radice profonda, che affonda nel 4 marzo 2018. La mattina di Udine, la porta della stanza numero 118 dell'hotel del ritiro viola che non si apre, la scoperta tragica. La morte del capitano Davide Astori nel sonno ha segnato uno spartiacque nella storia della Fiorentina. Astori è diventato come un'entità spirituale presente in ogni partita, al minuto 13, in ogni fascia di capitano.
Sembra ieri, eppure sono passati quasi due anni. Era il marzo 2024 quando Joe Barone, Direttore Generale e braccio destro operativo di Commisso, veniva colto da un malore fatale nell'hotel del ritiro a Bergamo, a poche ore dalla sfida con l'Atalanta. Una corsa disperata al San Raffaele, le preghiere, poi la fine. Barone era l'uomo ovunque, il volto quotidiano del club. La sua morte aveva già piegato le ginocchia a Rocco, che in lui vedeva non un dipendente, ma un pezzo di famiglia.
Solo un anno fa, era dicembre 2024, lo stadio Franchi aveva smesso di respirare quando Edoardo Bove si era accasciato al suolo durante Fiorentina-Inter. In quegli istanti interminabili, con i compagni in lacrime e lo stadio pietrificato, il pensiero di tutti è corso a un unico, terribile precedente, quello di Astori. Fortunatamente, quella volta la vita ha vinto ma lo shock psicologico per una squadra e un ambiente già traumatizzati è stato una cicatrice difficile da rimarginare. Ora Bove cerca un altro futuro, sempre da calciatore, all'estero ma resterà sempre nel cuore viola.
Oggi, 17 gennaio 2026, la Fiorentina perde anche la sua guida. Commisso non era un presidente qualunque: era l'uomo che aveva preso la squadra per riportarla in Europa, che aveva investito milioni e sentimenti, difendendo la "sua" Fiorentina contro tutto e tutti. Se ne va lasciando un vuoto di potere e un vuoto umano ricongiungendosi, troppo presto, a quel "fratello minore" che era Joe Barone.
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