LE PAGELLE

Le pagelle di Barcellona-Juve: super Ronaldo, Arthur diventa leader. E Buffon all'altezza della sua storia

I giudizi sui protagonisti della sfida del Camp Nou. Messi delude, Araujo-Lenglet disastro

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BARCELLONA
Ter Stegen 6
– Non è facile la vita di un portiere del Barcellona, perché si rischia di prendere dei gol senza toccare un pallone e di trovarsi di fronte gente come Ronaldo lanciata in solitudine. All’inizio del secondo tempo almeno fa vedere che c’è anche lui.

Dest 6 – Nessuno direbbe che è un ragazzo del 2000 vedendolo salire e scendere con disinvoltura sulla fascia destra. Anche se la squadra affonda, lui prova a stare a galla.

Araujo 5 – Un suicidio tattico lasciare un passista tendente al lento come lui solo contro Cristiano Ronaldo. Non a caso dal primo incrocio tra i due in area del Barça si genera il rigore che porta in vantaggio la Juve.

Lenglet 5 – Ha vissuto di certo serate molto migliori, di sicuro non è un leader nato ma uno che sa rendersi utile quando ha accanto qualcuno che gli sia sicurezza e confidenza, caratteristica che non possiere Araujo. Ingenuo sul rigore dello 0-3.

Dal 10’ st Umtiti 5,5 – Rientra dopo una lunga assenza e al primo intervento si fa ammonire, poi non fa molto per lanciare segnali positivi.

Jordi Alba 5 – Tra i più nervosi in campo, forse perché la sua fede blaugrana di lungo corso lo fa soffrire più di quanto non succeda ai suoi compagni di squadra. Ne azzecca poche.

Dal 10’ st Junior Firpo 5,5 – Non cambia di molto gli equilibri sulla sua fascia.

Pjanic 5,5 – Alla vigilia si è chiesto ad alta voce come mai nel Barcellona gioca così poco. La risposta se l’è data da solo,

lasciandosi travolgere dal ritmo dei centrocampisti juventini che gli stavano davanti.

De Jong 5,5 – Solito incursore di centrocampo, tenta di andare a fare del male ma risente della condizione tutt’altro che ideale della squadra oltre che delle perfette contromosse di Pirlo.

Trincao 5 – Molto timido in tutte le sue espressioni. Disciplinato nel tenere la fascia destra, ma molto più utile con i movimenti che creano spazio a Dest che con le sue giocate.

Dal 1’ st Braithwaite 5 – Sembra che entri solamente per decentrare Griezmann e per fare un po’ a botte in area avversaria, ma non si nota molto.

Messi 5,5 – La sua è una partita da buon giocatore ma non da fuoriclasse quale è. Tenta di riaggiustare la serata ma trova poca collaborazione dai compagni di squadra e da solo non può fare tutto.

Pedri 6 – Ha stupito tutti nelle sue prime uscite da titolare con la maglia blaugrana. Si vede che il ragazzo c’è, si vede che tecnicamente parla la lingua dei campioni, ma non può certo far svoltare le partite da solo.

Dal 21’ st Puig 5,5 – Non ha lo stesso talento di Pedri, questo sembra evidente. È disciplinato ma in serate così è facile perdersi per strada.

Griezmann 4,5 – Continua e giocare un campionato e una Champions a parte, come se facesse parte di un altro

pianeta. Ha qualche giocata interessante, ma del dialogo potenziale con Messi non c’è traccia. Al 23’ del secondo tempo avrebbe anche una buona occasione, ma la cestina con imperizia totale.

All.: R. Koeman 5 – Probabilmente pensava che il mestiere di allenatore del Barcellona fosse un po’ più semplice, invece il periodo attuale sta mettendo un difficoltà anche un vecchio lupo di mare come lui.

 

JUVENTUS

Buffon 7 – Dice Pirlo che Gigi si merita di giocare partite così. Gigi gli dà ragione facendosi trovare pronto, anche se non gli vengono chiesti miracoli.

Danilo 6 – Inatteso fedelissimo di Pirlo, che lo fa giocare sempre. Stavolta viene schierato nel suo ruolo naturale e con Cuadrado forma una catena altamente efficace. Alla distanza però cala, commettendo qualche errore non da lui.

Bonucci 6,5 – Servono esperienza e calma per gestire una partita del genere. Leo ne è in possesso e si vede bene come le utilizza in mezzo alla battaglia.

De Ligt 7 – Sa benissimo di piacere al Barcellona e ha quindi un motivo in più per mettersi in mostra. Completamente recuperato dall’infortunio, ringhia forte alle calcagna di Messi, non ha paura di niente se non di qualche pallone che gli schizza sul braccio come ai vecchi tempi.

Alex Sandro 5,5 – Tra i bianconeri sembra il più lontano da una condizione ottimale. Qualche errore di troppo nelle uscite dalla propria zona difensiva. Soffre le incursioni di Dest dalla sua parte.

Cuadrado 7 – Disabituato a fare l’esterno alto, inizia con un paio di errori grossolani ma poi ci prende gusto, inizia a fare cose giuste e regala uno splendido assist a McKennie per il gol del 2-0.

Dal 40’ st Bernardeschi sv.

Arthur 7 – In uno stadio che gli è familiare ritrova anche la confidenza con il suo ruolo e con la leadership che ci si aspetta da lui. Perfetti i movimenti in orizzontale così come i momenti in cui sceglie la verticalizzazione.

Dal 26’ st Bentancur 6 – Una manciata di minuti in cui dà quello che ci si aspetta da lui, ovvero un contributo di quantità.

McKennie 7 – Molto più che folklore made in Usa. Sostanza, tanta sostanza. Capacità di buttarsi dentro al momento giusto, come in occasione dell’acrobatico gol del 2-0.

Ramsey 6,5 – Qualche secondo da esterno nel 4-4-2 poi assume una posizione ibrida che gli consente di girare un po’ ovunque ci siano spazi liberi da attaccare.

Dal 26’ st Rabiot 6,5 – Entra bene in partita e riesce a dare il suo contributo mettendoci attenzione.

Ronaldo 7,5 – Decide in buona parte la gara guadagnandosi il rigore che sblocca tutto, segnandolo e segnando anche quello del 3-0. Meno appariscente nella fase finale ma capace di dare una mano anche in fase difensiva.

Dal 46’ st Chiesa sv.

Morata 7 – Partita di grande quantità più che di qualità, molte volate da atleta vero alla caccia di spazi da sfruttare per sé o da far sfruttare a Ronaldo, del quale si conferma partner ideale.

Dal 40’ st Dybala sv.

All.: Pirlo 7,5 – A forza di sentirsi dire che non ha le idee chiare, decide di smentire tutti. Mette in campo una squadra con un’identità precisa e ne raccoglie subito i frutti.

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