LA GIOCATA

Havertz l'illusionista e l'arte del velo: come vincere una partita senza toccare la palla

Il tedesco decisivo nella vittoria in rimonta dell'Arsenal sul Chelsea con il gol del pari e la "lasciata" per il 2-1 di Odegaard

di Francesco Lommi
07 Set 2026 - 12:00
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 © IPA

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Il fascino del paradosso di decidere una partita di calcio senza toccare il pallone. Sta tutta qui la magia della giocata con cui Kai Havertz ha firmato la rimonta dell'Arsenal nel derby contro il Chelsea. Dopo il più classico dei gol dell'ex, una rasoiata mancina dal limite, il più 10 dei 9 in circolazione ha messo in mostra tutta la sua tecnica sul gol del 2-1, quello che ha deciso la stracittadina londinese. 

La giocata

 Havertz si trova al limite dell'area avversaria, più o meno nell'angolo della lunetta, spalle alla porta. Tzolis converge da sinistra e lo serve con una palla tesa, rasoterra. Ed è proprio in questo momento che il tedesco, con una finta tanto semplice quanto geniale, manda fuori giri la retroguardia dei Blues: prima fa per stoppare poi, improvvisamente, alza il piede lasciando scorrere il pallone per l'accorrente Odegaard (che, va detto, si inserisce con tempi clamorosi) che a tu per tu con Dibu Martinez è glaciale e segna il gol decisivo per la vittoria dei suoi. 

La replica

 Sul tabellino finiscono il norvegese per il gol e Tzolis per l'assist, ma la giocata decisiva, quel velo che fa saltare gli schemi, è senza dubbio quella di Havertz. Il tedesco tra l'altro poi ci ha preso gusto. Pochi minuti più tardi infatti ha replicato. Questa volta in posizione più da 10, sulla trequarti, viene incontro per dialogare proprio con Odegaard. Il capitano lo serve e Havertz, ancora, alza il piede e lascia sfilare mettendo Saka in condizione di tentare un mancino a giro dalla sua zolla con ampia libertà. Gol evitato soltanto per un grande intervento del Dibu. La lezione del tedesco è tanto chiara quanto rivoluzionaria: su un campo di calcio si può essere decisivi anche senza toccare il pallone.