Juventus, per il mercato servono 70 milioni: ecco chi potrebbe partire
© Getty Images | Michele Di Gregorio (15 milioni), su di lui c'è l'Atalanta
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La fumata nera nell'ultimo incontro per tentare di arrivare al rinnovo di contratto ha sancito la fine della storia tra Juventus e Dusan Vlahovic, anche se ufficialmente il divorzio si consumerà dal primo luglio. Un addio che, secondo quanto scrive Tuttosport, non avrebbe fatto strappare le vesti di buona parte dello spogliatoio bianconero, stufo di alcuni atteggiamenti dell'attaccante serbo, che già aveva fatto infuriare non poco la dirigenza con la frase "Perché mi volete pagare come Jonathan David?".
Se da un lato i compagni di squadra hanno sempre riconosciuto a DV9 una leadership tecnica condita da una personalità che gli consentiva di trascinare i suoi nei momenti più difficili, dall'altro non a tutti sarebbero piaciute alcuni comportamenti per così dire, da "spaccone". Si parla di atteggiamenti troppo plateali, di "esercizi di leadership sopra le righe" senza contare la questione dell'ultimo stipendio che ha percepito, da 12 milioni di euro.
E poi, in fase di trattative per il rinnovo, non è piaciuta a tutti la volontà di voler continuare a essere il più pagato della rosa, anche più di Kenan Yildiz, con Vlahovic che avrebbe sfruttato il recente prolungamento - con adeguamento - di capitan Locatelli per sottolineare le proprie mire economiche. A proposito della fascia di capitano, il serbo a inizio stagione scorsa sperava di essere coinvolto nei discorsi ma la Juve, invece, gli ha messo davanti proprio Locatelli, seguito da Bremer e Yildiz.
Insomma, qualcosa si era rotto anche tra qualche giocatore e Vlahovic e forse anche questo potrebbe aver inciso nei ragionamenti juventini sul rinnovo.
© Getty Images | Michele Di Gregorio (15 milioni), su di lui c'è l'Atalanta
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