JUVENTUS

Juve, il mercato sotto accusa: David, Zhegrova e Boga non convincono

L'eliminazione dalla Champions League è il manifesto programmatico del deludente mercato bianconero 

di Martino Cozzi
26 Feb 2026 - 11:52
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In casa Juventus, il day after della sfida con il Galatasaray porta con sè delle riflessioni. Se da un lato la squadra ha dimostrato di essere all'altezza della Champions League con una prova di grande spessore tecnico e caratteriale, dall'alta la società, almeno per il momento, non sembra essere altrettanto all'altezza. Gli alti e bassi che si vedono in campo sono, anche, frutto di un mercato fin qui poco convincente, che non ha apportato miglioramenti alla squadra rispetto alla passata stagione. 

David, oggetto misterioso

 La grande incognita di questa stagione è, sicuramente, Jonathan David. Arrivato in estate a parametro zero dal Lille, l'attaccante canadese non ha pienamente convinto per quanto fatto vedere. Finora sono 7 i gol segnati e 5 gli assist forniti, un bottino magro, ma quel che più sorprende è la mancanza di cattiveria sotto porta e la ripetuta assenza nelle gare decisive. A parte contro un Napoli estremamente rimaneggiato, David non ha mai inciso in un big match, una cosa che non puoi permetterti se sei il centravanti della Juventus. Soprattutto di questa Juventus, che fa veramente fatica a fare gol. Anche ieri sera il canadese ha avuto un'occasione gigantesca a due passi dalla porta, finendo però per incespicare su se stesso e vanificando tutto. La mancanza di cattiveria è un elemento che Spalletti ha sottolineato più volte, al quale però non ha ancora trovato una soluzione. È vero che a tutti va dato il beneficio del dubbio nella prima stagione in club nuovo, ma ora anche l'allenatore bianconeri si aspetta delle risposte. 

Il funambolico Zhegrova

 Da un suo errore a porta praticamente spalancata passa, di fatto, l'eliminazione della Juventus. Il kosovaro si fa trovare al posto giusto al momento giusto, spedendo clamorosamente a lato un cioccolatino offertogli da McKennie. Ma, al di là di questo singolo episodio, ciò che più salta all'occhio è la difficoltà nelle scelte, caratteristica che condivide con Conceiçao. Zhegrova è costantemente innamorato del pallone e spesso, cercando di strafare, si dimentica di fare le cose più semplici. A volte basterebbe un dribbling o un tocco in meno per mettere i compagni nelle condizioni di calciare in porta. Sembra quasi un giocatore finito a metà: devastante sul primo controllo, dove mette sempre in difficoltà l'avversario, ma poco concreto nelle scelte decisive. La poca continuità trovata sinora, sicuramente, non aiuta. L'augurio per Spalletti è che possa essere un elemento decisivo nel finale di stagione, dove i bianconeri saranno chiamati a rimontare per qualificarsi alla prossima Champions League. 

La toppa Boga

 Se David e Zhegrova sono acquisti del mercato estivo, discorso diverso vale per Jeremie Boga. Arrivato a gennaio per essere il vice Yildiz, l'ivoriano si sta ritagliando dello spazio, senza però convincere al 100%. È da un suo errore che nasce il gol di Osimhen, una leggerezza che Spalletti non ha gradito e commessa in coppia con Adzic. Sicuramente deve ancora integrarsi, ma in serate come quella dello Stadium, e vista l'inferiorità numerica, la precisione tecnica diventa fondamentale. Certi errori, a questi livelli, si pagano. E anche caro. Quel che va riconosciuto all'ex Nizza è il grande impegno che ci sta mettendo. Cerca sempre di farsi trovare pronto, riuscendoci a volte di più e a volte di meno. Certo è che i tifosi, ma forse anche Spalletti, si aspettavano rinforzi più importanti dal mercato di gennaio, a partire anche da un attaccante "ariete" capace di colpire le difese avversarie nei momenti di difficoltà. 

In casa bianconera è appeso in maniera ben visibile il cartello che recita "lavori in corso". Con solo il campionato da giocare, ora la palla passa anche alla società che da qui a giugno avrà tutto il tempo necessario per programmare la prossima stagione: in questo momento la certezza della Juventus si chiama Luciano Spalletti ed è da lui che bisognerà ripartire per fondare un nuovo ciclo stabile, sostenibile e vincente

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© IPA  | Gianluigi DONNARUMMA, Manchester City
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