L'Inter non molla Cristian Romero. I nerazzurri, anche dopo aver virtualmente chiuso l'acquisto di John Stones, continuano a lavorare sull'argentino. Una scelta che si spiega a livello tecnico ma anche dal punto di vista numerico: a giugno gli addii di Acerbi, De Vrij e Darmian hanno lasciato una voragine nella retroguardia dei campioni d'Italia. Per colmare questi buchi Ausilio e Marotta avevano già messo in conto di dover acquistare due difensori in questa sessione di mercato: uno è l'ex City, arrivato a parametro zero, l'altro potrebbe essere proprio il Cuti.
Romero-Inter, c'è distanza
La trattativa per portare a Milano l'ex Genoa, Atalanta e Juve è però tutt'altro che semplice. I dirigenti nerazzurri sapevano fin dall'inizio che l'operazione avrebbe avuto costi al limite del proibitivo, sensazione confermata dalle prime battute. Da superare non solo la richiesta importante del Tottenham, 40/45 milioni di euro, ma anche le pretese economiche del calciatore: un anno fa Romero ha firmato un contratto da circa 6,5 milioni di euro a stagione. L'Inter non vorrebbe spingersi così in alto: l'idea sarebbe garantire uno o due anni di contratto in più (quindi fino al 2030/31) e avvicinarsi alla cifra richiesta magari inserendo qualche bonus. Lavori in corso insomma. Ma l'Inter non vuole mollare la presa, forte anche del gradimento del calciatore che, al momento, non ha altre proposte concrete. Atletico e Barcellona lo seguono, ma prima di poter tentare l'affondo devono fare un'uscita dietro. Anche l'Inter vorrebbe liberare spazio con l'uscita di Pavard ma al momento per il francese non è ancora arrivata l'offerta giusta.
Nel frattempo l'emergenza è stata tamponata con l'arrivo di Stones. Ora l'Inter può affrontare la trattativa per Romero con più calma: si può aspettare che il calciatore scenda a più miti consigli lato ingaggio oppure, in alternativa, virare su un altro obiettivo. Quel che è certo è che non sono finiti i lavori di restyling della retroguardia nerazzurra.