Vettel un anno dopo: da più 14 a meno 24

Pausa e riflessioni dopo il Gp d'Ungheria e quel libretto delle giustificazioni, quasi finito

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Il libretto delle giustificazioni è quasi finito. Passi per la mazzata in qualifica causa acquazzone che ha fatto volare Hamilton, sempre ispirato sull'asfalto allagato. Ma un foglietto è andato sprecato per aver visto gli scarichi di Bottas, pure lui davanti sulla griglia di partenza. Il libretto in questione è stato poi sfruttato a ripetizione in gara.
La partenza prima di tutto, momento decisivo che la coppia Ferrari non ha saputo sfruttare, anzi. Poi la gestione della gara, disputata nelle condizioni giudicate ideali per la Ferrari. Asfalto incandescente appunto, materiale utile per Vettel, un po' meno per Hamilton. Invece? Invece Hamilton ha vissuto di prepotenza, giocando in pratica con la concorrenza. Difficile infatti giustificare i 17 secondi di distacco accumulati da Vettel sul traguardo di Budapest, con tracciato e temperature fatte apposta per la Ferrari.
Altra anomalia è rappresentata dalla gara di Raikkonen, decisamente meno utile alla causa di Bottas, che comunque avrebbe potuto tranquillamente passare Vettel negli ultimi chilometri nonostante due soste ai box. Ovviamente non ci ha nemmeno provato per evitare il linciaggio sotto il podio.
Un'altra questione riguarda la presunta superiorità tecnica della Ferrari in questo frangente della stagione. Se così fosse significa che Hamilton viaggia una spanna sopra il livello di Vettel. Prima della pausa estiva chiudiamo con le cifre. Nel 2017 Vettel aveva lasciato Budapest con 14 punti di vantaggio su Hamilton. Un anno più tardi parte per le vacanze con un ritardo di 24, nonostante una macchina apparentemente superiore. - 38 il bilancio complessivo. Pessima notizia riflettendo sul finale della passata stagione.

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