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Come l'auto elettrica può far fallire il "Made in Germany"

Il passaggio alla nuova mobilità sta incrinando il prestigio della Germania in campo automobilistico

di Tommaso Marcoli
20 Apr 2026 - 08:05
 © Ufficio Stampa

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Secondo lo studio Configured di Berylls by AlixPartners, che ha coinvolto 8.000 acquirenti in 11 Paesi, emerge un paradosso inquietante: sebbene i marchi tedeschi restino i più desiderati sulla carta, l'esperienza reale di chi guida i loro EV è profondamente deludente. Il brand promette ancora il massimo, ma il prodotto elettrico non riesce a mantenere la parola data, innescando una crisi di fiducia che ricalca schemi già visti nel declino di altri settori storici.
Amati come marchio, bocciati come prodotto
I dati globali sembrano inizialmente rassicuranti: solo il 12% degli intervistati escluderebbe a priori l'acquisto di un'auto tedesca, contro il 44% dei marchi cinesi. Ma la vera cartina di tornasole è il tasso di riacquisto, e qui la Germania vacilla. Il 23% dei possessori di un EV tedesco dichiara che non tornerebbe sui propri passi, mentre tra chi guida cinese la fedeltà è altissima, con solo il 13% di scontenti. «La Cina non è un mercato low-cost, è un mercato ad alta tecnologia», osserva Jonas Wagner di Berylls.
Il dilemma dell'innovatore e la spirale della qualità
Il fallimento non è nel prezzo — in Cina l'elettrico è percepito come un mercato di alta qualità, non low-cost — ma nei contenuti. I costruttori tedeschi si trovano intrappolati nel "dilemma dell'innovatore": hanno perfezionato così tanto il motore a combustione da non accorgersi che i nuovi concorrenti stavano cambiando le regole del gioco, trasformando l'auto in un dispositivo digitale su ruote.
Tagli e difficoltà
Questa rincorsa tecnologica ha generato una spirale pericolosa: per finanziare i miliardi necessari a recuperare il gap nel software e nelle batterie, i produttori tedeschi sono costretti a tagliare sui materiali e sulla finitura. Così facendo, rischiano di perdere l'unico pilastro che li teneva in piedi, ovvero, l'eccellenza costruttiva. La seconda generazione di EV tedeschi, ormai prossima al debutto, sarà l'ultima chiamata per decidere se il "Made in Germany" resterà ancora un valore o diventerà solo un ricordo nostalgico.

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