Storie

Addio alla benzina italiana

Con la chiusura del Pozzo 1 di Cortemaggiore, scompare l'ultima infrastruttura legata alla produzione interna di carburante

di Redazione Drive Up
10 Giu 2026 - 08:21
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 © Ufficio Stampa

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Non è semplicemente un foro nel terreno che viene sigillato, ma il sipario che cala definitivamente su un'intera epoca industriale, economica e sociale. Dopo 77 anni di attività, chiude per sempre il pozzo 1 dell'Agip situato nel giacimento di "Cortemaggiore", in provincia di Piacenza. Con questo smantellamento, diciamo formalmente addio al luogo in cui è nata la "benzina italiana".
Anni d'oro
 L'unico carburante della nostra storia a essere stato raffinato interamente a partire da petrolio estratto sul territorio nazionale. Un simbolo d'autonomia energetica e di rinascita che ha accompagnato il miracolo economico e la motorizzazione di massa del dopoguerra, oggi definitivamente consegnato agli archivi della memoria. I lavori di chiusura mineraria, avviati in questi giorni, procedono senza sosta. Una torre di perforazione alta 25 metri, coordina il lavoro di una squadra di 25 operai specializzati.
Autonomia
La storia di questo lembo di terra emiliana è legata a doppio filo alla figura di Enrico Mattei, che nel giugno del 1949 volle fortemente la trivellazione di questo primo pozzo, dando il via all'epopea dell'oro nero italiano. Sebbene il giacimento si sia dimostrato nel tempo di entità complessiva modesta, il suo valore strategico e psicologico fu immenso. Da quel petrolio nacque il mito della "Supercortemaggiore", la potente benzina propagandata dal celebre logo del cane a sei zampe, che dimostrò a un'Italia ancora in macerie la possibilità di perseguire una politica energetica indipendente

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