LE PAROLE

Roma, D'Amico: "Dal Chelsea solo un sondaggio per Konè, nessun aut aut da Gasperini". E sul fair play finanziario...

Il ds giallorosso ha fatto il punto sulla campagna acquisti appena conclusa

02 Set 2026 - 18:09
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Conclusa la sessione di mercato, è il momento dei bilanci. In casa romanista il direttore sportivo Tony D'Amico è intervenuto in conferenza stampa per un riepilogo di quanto fatto durante la finestra estiva.

Il ds giallorosso si è presentato così ai giornalisti presenti: "Ci tenevo a conoscervi e salutarvi prima ma vi ringrazio della comprensione. Sono arrivato in pieno mercato e sono stato travolto. Vi ringrazio per la vostra pazienza. Fair play finanziario? Più che bloccati sappiamo i nostri paletti. Durante le trattative ci siamo dovuti reinventare per terminare le operazioni. Sapevamo gli obiettivi e in parte ci siamo riusciti: abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%. L'agreement è particolare, a tempo debito la società spiegherà quello che potrà succedere"

D'Amico non si è sbottonato in merito a una valutazione finale del mercato: "La soddisfazione o no la valuteremo a  fine anno. Saranno le partite a dire cosa abbiamo fatto di buono e meno buono. Sono contento che al mio arrivo abbiamo acquistato 4 giocatori che lo scorso anno sono stati protagonisti del ritorno in Champions, i vari Dybala, Pellegrini, Cristante, Mancini. Dybala e Pellegrini erano senza contratto, Cristante e Mancini erano in scadenza. Magari nella passata gestione c'erano idee diverse, ma quelli sono stati acquisti importante, sono il nucleo storico e li ringrazio perché si sono messi a disposizione per rimanere alla Roma. Felici di tutti quelli che sono arrivati, che sono giocatori con grande motivazione, che hanno scelto la Roma. Ci sono stati tanti altri che hanno scelto la Roma, ma che poi per vari fattori non si sono concretizzati. Ho sentito spesso parlare di rifiuto della Roma, ma in pochissimi l'hanno fatto, anche giocatori importanti".

Alla fine, la Roma non è riuscita ad accogliere un esterno offensivo a sinistra. Ma D'Amico non fa drammi: "Quando sono arrivato con il mister era rinforzare il reparto offensivo, ed erano quelle le richieste. Le priorità vanno contestualizzate: si iniziano tante trattative, quelle che termini velocemente ma anche altre. Non abbiamo spostato nessun tesoretto sull'attaccante. C'è Rodrigo Mora, ha caratteristiche diverse ma lo immaginiamo in quel ruolo. Vero che fino all'ultimo abbiamo cercato giocatori con altre caratteristiche, più fisiche. Noi abbiamo pensato a rinforzare la squadra. Tutti gli altri arrivati li volevamo e che erano in programma che arrivassero".

Tuttavia, l'ex ds dell'Atalanta ha ammesso: "Le competizioni sono tre, le difficoltà aumenteranno con la Champions che porterà un dispendio fisico e mentale importante. Numericamente siamo leggermente corti, ma siamo convinti che con un bel lavoro potremmo arrivare al mercato di gennaio per individuare qualche altro profilo. Realisticamente un giocatore manca".

Il tormentone delle ultime ore di mercato è stato il forte interesse del Chelsea per Manu Konè. D'Amico ha riassunto la trattativa come segue: "Ci sono stati dei contatti, ma formativi. Noi abbiamo acquistato sei calciatori e in quei sei ci sono offerte ufficiali. Ci sono stati sondaggi ma mai un'offerta ufficiale. Ho letto che ci sarebbe stato un aut aut del mister, con le sue dimissioni, ma è una ricostruzione fantasiosa. Due settimane fa dissi che sarebbe stato difficile, quasi improbabile, avere una cessione definitiva a poco dalla fine del mercato. Di sondaggi se ne fanno tanti, ma non vuol dire rifiutare offerte o aut aut. È stato immaginato qualcosa che non è successo"

Il ds giallorosso ha poi spiegato il modus operandi seguito durante l'estate: "Dalla Uefa sapevamo i nostri obiettivi. Durante il mercato si cambiano le strategie, può aumentare il costo di un giocatore ecc. Non è solo una questione di acquisto sugli accordi con la Uefa: c'è il monte ingaggi e altre questioni difficili da spiegare oggi. Ci sono tanti cambiamenti che dobbiamo essere in grado di affrontare. La catena di comando? C'è una proprietà, una direzione sportiva e un allenatore. Da agosto c'è la figura del Ceo e c'è grande condivisione, nelle uscite e nelle entrate. Da quando sono arrivato ogni giorno ci siamo visti con il mister e la proprietà, funziona come in tutti i club. Scelte condivise, confronti e poi si esce compatti sulla decisione".

Il clamoroso voltafaccia di Celik ha sorpreso un po' tutti in casa Roma, con il timore che Lorenzo Pellegrini potesse fare altrettanto: "Ho temuto che Pellegrini potesse fare la fine di Celik? No. Pellegrini è stato il primo giocatore con cui ho parlato appena sono arrivato: è attaccato alla maglia e alla città, e il dubbio non mi è mai venuto. Uguale con Dybala, Cristante e Mancini. Celik è stato un caso particolare, era al Mondiale ed è stata complicata la comunicazione. Era praticamente chiuso il rinnovo e poi ha deciso di andare alla Juve".

Stizzita la replica di D'Amico a una domanda sul ruolo assunto dal suo arrivo in società: "Se non fossi responsabile non sarei qui. Io dovrei interpretare questa domanda su consiglieri di mercato ecc. Sono io l'uomo mercato? Mi fai sorgere un dubbio, lo chiederò".

Il dirigente ha proseguito raccontando come il rapporto con la Roma: "Il mio arrivo a Roma è nato quando l'Atalanta mi ha comunicato l'esonero. Ho incontrato Ryan Friedkin, ho trovato una grande società con grande disponibilità che però con l'agreement riduce la loro voglia di poter fare. Hanno investito, ci sono sempre stati vicini. Entrare in corsa per un dirigente, capire determinati meccanismi, è servito tempo per conoscerci e per capire come migliorare i limiti che abbiamo. A volte possiamo fare cose diverse ma con il tempo metteremo tutto a posto".

Passi futuri e trattative passate sfumate, queste le dichiarazioni in merito di D'Amico: "Valuteremo un po' più avanti per gli svincolati. Vedremo cosà avrà da offrire il mercato. Noi negli ultimi giorni avevamo individuato due/tre profili giusti, quelli che pensavamo potessero sostenere il gruppo. Semplicemente non siamo riusciti a chiudere le operazioni. L'ultima è stata quella di Leweling, era praticamente chiusa, sia con il club che con il giocatore, che poi ha avuto un ripensamento. C'erano altri giocatori pronti ad arrivare ma non ci soddisfavano, non soddisfavano tutti noi. Mentre per Luiz Henrique ci sono stati problemi che ci hanno impedito di portarlo a termine. Anche lì avevamo accordi con giocatore e club, ma non si è potuto procedere per problematiche tecniche, che accadono e devi essere pronto a trovare alternativi. All'Atalanta sono stati 4 anni belli, dove abbiamo fatto grandi cose. Per me è stato un bel percorso ma per me ora c'è solo la Roma, nell'anno del centenario con una grande tifoseria, e sono molto orgoglioso".

Terminato il mercato, non resta che pensare al campo, con i capitolini che sono partiti in quinta. Ma D'Amico predica calma: "Abbiamo investito su ragazzi giovani, di prospettiva, inserendo giocatori anche di spessore come De Roon e Balerdi. Abbiamo avuto l'opportunità di fare un mercato sulla direzione di prospettiva e anche di strutturare e allargare il vecchio gruppo storico. Per la nostra idea di calcio fa la differenza. I ragazzi devono essere sostenuti da un gruppo di uomini forti. Non ci poniamo obiettivi di come raggiungere l'Inter. La Roma farà la Roma, come anno scorso. Lavorerà per dare il meglio e competere in tutte le competizioni, sarà difficile ma stimolante per tutti". 

Affari ufficializzati, altri svaniti. Ma D'Amico non si piange addosso: "Quando eravamo su Summerville eravamo anche su Castro, su Molina ecc. Contestualizzare quando è il momento di chiudere l'operazione. Eravamo forti su Summerville ma anche su Castro, è una questione di tempi. Il tempo con cui abbiamo chiuso Castro non è stato lo stesso per Summerville. Cercavamo entrambi i profili, siamo riusciti a chiudere Mora ma non Leweling o Luiz Enrique".

Il direttore sportivo giallorosso ha concluso lanciando un messaggio: "Il bilancio lo faremo più avanti e mi auguro che sarà positivo, ma non possiamo dirlo oggi. Le differenze tra Atalanta e Roma? Sono società diverse, con bacini diversi, ma le ambizioni le hanno tutti, se mancassero sarebbe un dramma. Roma ha riconquistato la Champions dopo tanti anni, l'Atalanta c'è stata per tanti anni. Va fatto un plauso a chi ha lavorato lo scorso anno che hanno fatto si che quest'anno potessimo giocarla. Io non ho meritato la Champions, mi è stata regalata dall'anno scorso. Io mi auguro che per il prossimo anno mi sarò conquistato anch'io la Champions".