Roma, Gasperini: "Partita decisiva per noi. Ranieri? In questi mesi non è mai stato così aggressivo"
Il tecnico giallorosso verso la sfida con l'Atalanta: "Le parole di Ranieri mi hanno stupito ma niente alibi"
Gian Piero Gasperini si è presentato in conferenza stampa alla vigilia del prossimo impegno contro l'Atalanta, in programma domani 18 aprile alle 20.45 all'Olimpico, anticipando le domande dei giornalisti: "Vi anticipo, tanto so che me lo chiederete. C'è stata un'intervista venerdì scorso di Ranieri che per me è stata una sorpresa incredibile. In tanti mesi non avevo mai ricevuto questi toni. Da quel momento mi sono preoccupato di cercare di non creare nessun tipo di danno e difficoltà alla squadra o ai tifosi della Roma". Sulla domanda sul suo futuro con i giallorossi ha glissato così: "Voglio parlare solo della partita di domani".
Tornando al campo ha affermato che la partita di domani "è decisiva più per noi che per loro". La Roma dovrà fare i conti con varie assenze, tra cui quella di Wesley, che ha portato a una polemica per la gestione degli infortunati: "Ha voglia di giocare perché ha grande generosità, in allenamento sprinta, scatta e tira. I medici considerano però che ci siano dei rischi e su questo a volte si innescano discussioni, ma rientra tutto in una dialettica normale. Come tutti gli allenatori ho sempre ascoltato il parere dei dottori". La formazione, a parte l'assenza di Pellegrini ("un peccato averlo perso") e Pisilli ("oggi faremo ulteriori valutazioni"), sarà la stessa della scorsa settimana contro il Pisa.
Il tecnico giallorosso ha poi parlato così di Palladino, con cui aveva polemizzato nella sfida d'andata: "Lo conosco da quando aveva 17 anni, l'ho allenato in Primavera e poi a Genoa. Tensioni all'andata? È calcio, è normalissimo. Quando giocavo avevo amici con cui ci tiravamo tante botte, e poi uscivamo a cena insieme".
Il suo passato nerazzurro: "Sono andato via da Bergamo anche se avevo ancora un anno di contratto perché consideravo chiuso il ciclo ed era giusto lasciare spazio a qualcun altro. A Genoa ho fatto otto anni (non di fila, ndr), con l'Atalanta sono rimasto nove stagioni, forse vuol dire che lavorare con me non è poi così male". A un'ultima domanda sulla sua esperienza con la Dea ha sottolineato che "giocare contro le migliori squadre italiane ed europee facendo utili per nove anni contro è stata un'anomalia. Il merito è stato di una società capace di operare in sintonia con l'allenatore. Poi è cambiata la proprietà...". E parlando di Percassi senior, Gasperini si commuove e lascia la sala stampa di Trigoria.