Nel 1982 abbiamo vissuto di rendita per anni dopo la vittoria di Madrid. Nel 2006 tutti felici al Circo Massimo, qualche dichiarazione entusiastica e poi di nuovo spazio a Calciopoli. Quattro anni dopo l'Italia esce al primo turno in Sudafrica. Abbiamo pensato che fosse un caso, Lippi si era affidato ai suoi pretoriani invecchiati e Pirlo e Buffon si erano infortunati. Nel 2014, in Brasile, stessa cosa. Un piccolo campanello d'allarme, quando invece la situazione era molto seria. Ma nessuno avrebbe mai potuto immaginare che per tre volte consecutive i mondiali li avremmo visti solo in televisione. A parte l'edizione inaugurale del 1930, saltata per motivi logistici, e quella del 1958, gli azzurri si erano sempre qualificati, anche quando ne passava una sola e nel girone c'erano potenze come l'Inghilterra. 2018, 2022 e 2026, con il Mondiale allargato a 48 squadre. In poche parole, e ovviamente a livello calcistico, l'apocalisse.