I giornali sportivi: giovedì 2 luglio
© Rassegna Stampa
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La ricostruzione della Nazionale italiana, per dodici anni lontana dal palcoscenico dei Mondiali, entra nella sua fase decisiva. Proprio in questi giorni le attenzioni di Giovanni Malagò sono rivolte alla scelta del nuovo commissario tecnico e del nuovo direttore tecnico azzurri tanto che i tempi per l'annuncio ufficiale si preannunciano strettissimi, con l'obiettivo di colmare i vuoti nell'organigramma "entro una settimana".
La priorità del presidente federale consiste nel blindare la casella del direttore tecnico prima di procedere all'ingaggio del ct. Paolo Maldini è il nome sul quale c'è piena convergenza di tutti e forse anche per questo col passare del tempo l'ex bandiera e dirigente del Milan ha pian piano ammorbidito la propria posizione sul tema, visto che nelle fasi iniziali del sondaggio di Malagò sembrava propenso al no mentre nelle ultime ore è filtrato ottimismo sul possibile sì.
Maldini si è preso due giorni per decidere ma, se alla fine dovesse declinare, l'idea è quella di dividere le cariche puntando su figure del calibro di Claudio Ranieri, Gigi Buffon, Demetrio Albertini o Alessandro Costacurta.
Lato allenatore viene invece confermato il sorpasso di Antonio Conte su Roberto Mancini ma con un grosso punto interrogativo relativo all'ingaggio. Un aiuto potrebbe arrivare direttamente dalla Lega Serie A, grazie a una proposta di finanziamento promossa da Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter e Consigliere Federale, che sarà discussa nell'Assemblea di Lega il 23 luglio. L'alternativa per sostenere i costi prevede l'intervento di uno sponsor, come accadde nel 2014 proprio per l'ex allenatore del Napoli.
Conte chiede una base economica importante, superiore ai 4 milioni di euro più bonus stagionali, ma ha dimostrato totale disponibilità verso il progetto della Nazionale, congelando temporaneamente i ricchi corteggiamenti provenienti dal calcio arabo. Sullo sfondo resta comunque Roberto Mancini, un po' più divisivo per come aveva lasciato la Nazionale nel 2023 ma più economico a livello di richieste contrattuali.
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