ITALIA

Paolo Maldini e l'Italia, niente da fare: verso il no a eventuali proposte per diventare direttore tecnico azzurro

Lo storico difensore del Milan era, dopo l'elezione di Malagò, uno dei principali candidati al ruolo della Nazionale Italiana

di Umberto Porreca
23 Giu 2026 - 17:47
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 © Getty Images

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Paolo Maldini molto probabilmente non sarà il nuovo il nuovo direttore tecnico della Nazionale Italiana. Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC, lo voleva come dt dell'Italia. Questa è la notizia che è rimbalzata negli ultimi minuti, e che vedeva la possibilità per uno dei più grandi giocatori della storia del calcio di ricongiungersi con quella che, a parte il Milan, è stata l'unica e sola maglia che abbia amato e indossato in carriera: quella Azzurra.

Dove c'eravamo lasciati

  La carriera da giocatore di Paolo Maldini in Azzurro si è chiusa il 18 giugno 2002, il giorno in cui Byron Moreno decise scientemente di eliminare l'Italia dai Mondiali di Corea e Giappone. Da quel momento, nonostante la carriera da calciatore si sia protratta per ben altri sette anni, fino al maggio 2009, tutti i tentativi di riportare Paolo in nazionale sono stati vani, compreso quest'ultimo di Malagò. Ci ha provato Marcello Lippi al Mondiale 2006, lo voleva tra i leader dell'Italia che sarebbe diventata Campione del mondo sotto il cielo di Berlino. Maldini, che della dignità e della correttezza morale ha fatto più di un vanto, un marchio, disse no: non trovava corretto, dopo non aver preso parte all'intero ciclo di qualificazione nonché ai quattro anni precedenti, prendere il posto a un altro giocatore del gruppo. E così, ironia della sorte, le ultime versioni dell'Italia a vincere il Mondiale sono state quella precedente al suo esordio (1982) e quella successiva al suo ritiro (2006).