NAPOLI

Napoli, McTominay: "Ho un problema al tendine che va gestito, Conte è diverso dagli altri"

Il centrocampista scozzese: "Sono felice qui, potrei vedermi nel Napoli per molto tempo"

20 Feb 2026 - 09:09
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Scott McTominay fa chiarezza sulle sue condizioni fisiche. In un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il centrocampista del Napoli ha parlato dell'infortunio che nelle ultime settimane l'ha tenuto lontano dai campi: "Ho un problema al tendine che bisogna gestire, non è semplice. Sto dando il massimo per esserci domenica (con l'Atalanta, ndr). Come giocatore è dura arrivare al centro sportivo e non poterti allenare con i compagni. Voglio disperatamente giocare, ma deve essere sicuro del mio stato".

 Lo scozzese, inoltre, ha anche parlato del proprio futuro, dicendo di essere felice in Italia: "Il mio agente non ha comunicato con nessuno riguardo al mio futuro. Parla solo con me e con il club. Non ha detto nulla ai giornali. Io sono estremamente felice qui e, per quanto mi riguarda, sono un giocatore del Napoli, è tutto quello a cui penso. Il futuro è molto importante e potrei vedermi nel Napoli per molto tempo". Su Napoli e i suoi tifosi, aggiunge: "Ammiro i tifosi e più in generale i napoletani. La loro attitudine è molto simile a quella di casa mia, quindi riesco a relazionarmi facilmente con loro. Amo questo luogo". 

Tra i tanti temi toccati durante l'intervista c'è anche quello dei numerosi infortuni accaduti in stagione alla squadra di Conte: "Difenderò sempre la squadra. In momenti di difficoltà e con tanti infortuni è difficile per l'allenatore e lo staff trovare il giusto equilibrio e il modo migliore di giocare. Abbiamo avuto sfortuna, non è una scusa, è solo una spiegazione seria e va accettata". E su Conte aggiunge: "È un grande allenatore, molto forte, appassionato, conosce benissimo il calcio. È diverso da chiunque altro io abbia avuto in passato... Il senso d'incertezza che infonde: con lui devi dare il massimo o hai un problema". 

Doveroso anche un passaggio sui recenti episodi arbitrali, soprattutto sul tema delle simulazioni: "Io penso che il calcio stia diventando soft, morbido. Alcune decisioni sono molto, troppo tenere. Non ero abituato a questo tipo di sensazioni quando ero un ragazzino: ci insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Ora il minimo tocco può portare a un cartellino giallo... Non tocca a me trarre le conclusioni, ma trovo che ci sia troppa attenzione, una sensibilità eccessiva".