Chi non ricorda "il rumore dei nemici" di Mourinho? Bene, in questo campionato sembra di essere tornati indietro di qualche anno. "Colpa" o "merito" di Maurizio Sarri, uno che anche all'Empoli non mancava mai di puntualizzare sui torti subiti. Ora che, però, la piazza permette una maggiore esposizione mediatica, le sue urla hanno ben altro risalto. E così l'allenatore del Napoli è sbottato a Bologna dopo che già durante la stagione si era fatto sentire. Nel suo mirino sono finiti gli arbitri, ma non solo loro. Perché è dall'inizio che il mister azzurro non perde occasione per sfogarsi. Con i fischietti, sì, ma anche contro gli impegni delle nazional, i calendari e chi più ne ha più ne metta.
Certo, la base di tutto sono gli errori arbitrali a sfavore. A Bologna ci sono stati e anche importanti, ma questo non cancella la brutta prestazione della sua squadra. Ma pure a Genova, contro il Grifone poco più di un mese fa, Sarri aveva alzato la voce dopo il contatto in area tra Burdisso e Higuain e non solo quello. All'allenatore del club di de Laurentiis, poi, non va giù il fatto che non abbia ancora avuto un rigore in 15 partite. Tanti piccoli indizi che, secondo, lui, fanno una prova: il Napoli viene regolarmente penalizzato. Strano, perché solo una settimana fa a lamentarsi dei torti subiti erano stati proprio gli avversari di "Pipita" e compagni... La verità è che proprio il 2-1 contro l'Inter, festeggiato come fosse una finale vinta, ha esaltato un ambiente non abituato a vincere con continuità. La squadra ha ancora qualche limite caratteriale, se è vero che in questo campionato non è mai stata capace di recuperare dopo essere andato sotto nel punteggio: sconfitte a Sassuolo e Bologna, pareggio a Empoli.
Fuori dal campo, poi, Sarri ha puntato il suo dito accusatorio contro nazionali e calendario. Perché i troppi impegni dei giocatori con le squadre dei rispettivi paesi tolgono al tecnico la possibilità di lavorare secondo un programma continuo e ben stabilito e aumentano la stanchezza fisica e mentale dei suoi calciatori. E poi il continuo frazionamento degli impegni, per un campionato spezzatino condizionato dalle coppe europee. Anticipi e posticipi in tutte le salse fanno sì che il dogma della contemporaneità vada a farsi benedire. Peccato che questo valga per tutte le squadre di vertice... E come dimenticare la polemica sul pallone invernale, a suo parere inadatto al gioco in velocità degli azzurri? Insomma, tanti motivi per lamentarsi. Ma, si sa, di Mourinho ce n'è uno solo e il rischio di farsi autogol è sempre dietro l'angolo. Trovare alibi fa più danni di qualche inevitabile inciampo.