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Napoli, Conte: "Futuro? Il presidente conosce benissimo il mio pensiero da un mese"

Il tecnico azzurro dopo il successo sul Pisa: "Mi hanno sempre detto se vinci a Napoli è come se vinci 10 volte con un altro club ed è vero”

17 Mag 2026 - 15:29
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© ansa  | Pisa-Napoli del 17 maggio 2026
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© ansa | Pisa-Napoli del 17 maggio 2026

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Dopo la netta vittoria sul Pisa che ha blindato il secondo posto e la qualificazione alla prossima Champions League, per Antonio Conte è il momento dei bilanci, ma il tema di maggiore interesse è il futuro del tecnico del Napoli, che nei prossimi giorni avrà un faccia a faccia con De Laurentiis per decidere se proseguire insieme o meno: "Il presidente sa da più di un mese il mio pensiero - ha svelato Conte, che però è rimasto criptico - Ho e avevo promesso che nel momento in cui l’esperienza azzurra finirà, avrei lasciato un gruppo solido e forte per dare fastidio a Inter, Juventus e Milan che partono avanti per spese, bilanci e possibilità".

"Avevamo detto il primo giorno a Dimaro che sarebbe stata una stagione difficile, ma i risultati sono stati comunque più che soddisfacenti - il bilancio stagionale del tecnico - Quando introduci tanti giocatori nuovi non per spendere soldi a prescindere ma perché sei costretto a implementare la rosa, è inevitabile ci sia qualche difficoltà di inserimento. Arrivano 11 teste, 11 cervelli che devono entrare in simbiosi con un gruppo. Inutile negarlo, ci sono state delle difficoltà di inserimento di alcuni giocatori e questo ci ha portato ad affrontare tutte le competizioni non con quel numero di rosa che immaginavamo. Poi, si sono aggiunti gli infortuni gravi, al netto della metodologia. A Napoli ho cambiato metodologia per rompere piedi, ginocchia e varie? Sono stati acciacchi che sono capitati, traumatici e non ci puoi fare niente, devi solo essere bravo a gestire la situazione e noi lo siamo stati molto".

"Ringrazierò sempre chi si è fatto trovare pronto come Vergara, Elmas che dovevano essere dei comprimari e che invece sono stati dei titolarissimi e grazie anche a loro che oggi festeggiamo la Champions. In quel periodo abbiamo vinto anche la Supercoppa ma resta il rammarico di Copenaghen, eravamo pochi ma potevamo proseguire il percorso in Europa, ci fa molto male ed è una ferita rimasta anche nello spogliatoio. Per il resto grande ammirazione per tutti, con la maglia sempre sudata e il supporto delle Curve, sempre vicini in qualsiasi momento. Ora vorremmo mettere la ciliegina sulla torta, ovvero finire il campionato subito alle spalle dell'Inter. Per qualcuno può non significare niente, ma per noi significa aver fatto due annate importanti”.

Poi le parole sul proprio futuro: "Manca ancora una partita, mi lega l’amicizia con il presidente De Laurentiis. Sono arrivato a Napoli in un momento di difficoltà, dopo il decimo posto, in una situazione molto nera. Avevo promesso che, nel momento in cui la mia esperienza a Napoli fosse finita, avrei lasciato un gruppo solido e ambizioso, capace di lottare e dare sempre fastidio. Ricordatevi che ho sempre detto: 'Non siamo i più forti, ma dobbiamo diventare i più duri'.  Il Napoli deve dare fastidio ogni anno a Juventus, Milan e Inter. Il Presidente conosce benissimo il mio pensiero già da un mese. Abbiamo parlato delle cose positive e di quelle meno positive. Il rapporto con lui è molto sereno, mi ha sempre dato fiducia a prescindere da cosa succederà l'anno prossimo. Gli sarò sempre grato per avermi dato l'opportunità di allenare in una piazza simile. Devi allenare il Napoli per capire cosa significhi. Vivere questo ambiente, vivere questa passione, sia nel bene che nel male. Me lo hanno sempre detto: vincere e festeggiare a Napoli è la cosa più bella del mondo, vale dieci volte di più rispetto a vincere in un altro club".

Poi ancora: "Il presidente conosce il mio pensiero, ma non da oggi. Stanno già lavorando per il futuro, aspettiamo l’ultima partita e poi con la proprietà diremo cosa è stato partorito. E’ già un mese che ho esposto la mia volontà, ma ora dobbiamo concentrarci sulla gara con l’Udinese. Mancherei di rispetto al presidente e alla nostra amicizia se anticipassi oggi qualcosa”.