Si può parlare di Gonçalo Ramos, della sua astinenza da gol e dei movimenti in campo che lo portano più fuori che dentro l'area di rigore avversaria, ma il problema del Milan, e trattasi certamente di un problema di gol, è molto, ma molto più ampio. La questione è semplicissima: la rosa a disposizione di Ruben Amorim, di reti nelle gambe ne ha pochissime. Basta guardare le statistiche - che non mentono mai - per capire che il tecnico portoghese non solo non ha un centravanti da 20 gol, merce a dir poco rarissima in giro per l'Europa, ma non ha nemmeno trequartisti o centrocampisti in grado di segnare con continuità.
Ma partiamo da Ramos e limitiamoci al campionato: nell'ultima stagione il portoghese è andato a segno 11 volte e regalato due assist ai compagni. La sua media, negli anni, è più o meno quella, con i 19 gol del 22/23 a rappresentare il suo anno migliore. Il secondo miglior marcatore del Milan è Pulisic: 8 reti e 4 assist l'anno scorso e un record di 12 gol nel 23/24. Un buon bottino che fa di lui, di fatto, il giocatore più pericoloso della formazione rossonera.
Dietro a Ramos e Pulisic sostanzialmente c'è il vuoto. Nella stagione 25/26 tre gol e 4 assist per Chukwueze, 4 gol e 7 assist per Moreira (è il suo record), 6 gol 5 assist per Rabiot, 1 gol per Musah, sei reti e un assist per Cisse, ma in Serie B al Catanzaro, 3 gol e 4 assist per Saelemaekers, 2 gol e 3 assist per Modric. Il totale è di 44 reti per nove giocatori, meno di 5 a testa in media e appena poco di più del doppio delle marcature del solo Lautaro Martinez (l'anno scorso in campionato 17). Un po' pochino per rendere la fase offensiva più incisiva e certamente il primo problema che Amorim sarà chiamato a risolvere.