Milan, tegola Gabbia: brutto ko e fuori in barella
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Servirebbero giocatori più vicini al portoghese, l'idea di prendere Endrick dal Real è la più appropriata
di Enzo PalladiniSalvate il soldato Ramos. Non è, non può essere, il giocatore che si vede nel Milan. Ci sono le prove, non è una semplice impressione. In quattro partite con la sua Nazionale ha realizzato 3 gol e fornito 1 assist. Una media da grande centravanti. Con il Milan ha segnato un solo gol contro il Venezia, dopo averne sbagliati diversi. Cifre che contrastano tra di loro, eppure il giocatore è lo stesso e in certe giocate anche con la maglia rossonera addosso dimostra di avere grandi potenzialità.
Con il Milan, Gonçalo Ramos corre tantissimo, come un centrocampista, più di un centrocampista. Si mette al servizio della squadra in un lavoro sfiancante. Con il Portogallo, corre molto meno, percentualmente siamo intorno al 30% di differenza. E arrivano i gol. Cosa succede dunque? Il problema, sicuramente, è quello che gli sta intorno. Nel Portogallo, soprattutto ora che sta sparendo l’accentratore Cristiano Ronaldo, i palloni giocabili che gli arrivano sono molti di più. Per vari motivi, il più importante dei quali è che diversi giocatori gli stanno accanto durante la fase offensiva. Contro la Norvegia, nella partita vinta per 2-1 con il suo gol decisivo, di fianco a lui c’era Joao Felix a inventare calcio, ai lati Francisco Conceiçao e Bruno Fernandes che non hanno certo caratteristiche prevalentemente difensive, alle spalle Vitinha che è un altro tessitore e che gioca venti metri più avanti rispetto a quanto avviene nel Paris Saint Germain. Chiaro, no?
Nel Milan avviene il contrario. Fino alla partita con il Lecce, Ramos aveva avuto l’assistenza di due trequartisti, che Ruben Amorim ha cambiato praticamente a ogni partita. Il resto della squadra molto più lontano, con i due esterni costretti a lavorare su tutta la fascia. Proprio per ovviare a quest’ultimo problema, Amorim ha inventato un 4-4-1-1 abbastanza bloccato dietro (l’unico veramente abilitato a sganciarsi è l’onnipresente Pavlovic), con un trequartista come Pulisic, poco abitato al ruolo e attratto dalla costruzione del gioco più che dalla finalizzazione. I due teorici esterni alti, Moreira e Chukwueze, si sono trovati spesso lontani dall’area avversaria, schiacciati contro la linea difensiva. Così è complicato essere sempre pericolosi in area avversaria.
Il Milan ha bisogno dunque di un attaccante, uno vero, che possa dividere onori e oneri con Ramos, magari uno più strutturato di Camarda, che è bravo ma non può assumersi certe responsabilità. Il Milan sta lavorando sul brasiliano Endrick, che dopo essere stato bloccato da José Mourinho l’estate scorsa di sta dipingendo a strisce i pantaloni della tuta a forza di stare in panchina. Endrick è una seconda punta che può fare anche la prima, ma soprattutto è un giocatore che all’occorrenza sa riempire l’area di rigore. L’anno scorso al Lione gli è stata data fiducia e i risultati si sono visti, i gol sono arrivati, alla fine c’è stata anche la convocazione di Ancelotti per il Mondiale. A questo Milan e a questo Ramos farebbe molto comodo, per la sua velocità, per la sua intraprendenza, per la sua gioventù. Per riportare Gonçalo Ramos al livello che gli compete.
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