Prende il via a Milanello la missione Sassuolo, primo capitolo di un vero e proprio tour de force che vedrà il Milan impegnato in ben 9 partite — 6 di Serie A e 3 di Europa League — nell'arco di meno di un mese. Un ciclo di ferro alla vigilia del quale Ruben Amorim deve fare i conti con la consueta 'tassa nazionali', visto che gli infortuni di Saelemaekers ed Estupinan lasciano scoperta la fascia sinistra rossonera. Mentre il tecnico attende i primi rientri dalla sosta — con Gonçalo Ramos e Pavlovic tra i primi a riaggregarsi e Musah ultimo a tornare dagli Stati Uniti —, il lavoro prosegue a ranghi ridotti con soli 11 elementi della prima squadra, complici i 15 calciatori sparsi per il mondo con le rispettive nazionali (tra cui i giovani Bartesaghi, Cisse, Camarda e Vladimirov).
Il caso Saelemaekers: nuovi esami
A tenere in ansia lo staff tecnico rossonero sono soprattutto le condizioni di Alexis Saelemaekers. Il belga, fermatosi nei giorni scorsi per un trauma distorsivo alla caviglia destra accusato in allenamento, continua ad sentire dolore e non si sta allenando con il gruppo. Se i primissimi accertamenti avevano escluso lesioni ossee o danni capsulo-legamentosi lasciando sperare in un rapido recupero, la persistenza del fastidio ha spinto i medici rossoneri a programmare nuovi controlli strumentali nelle prossime ore per chiarire l'entità del problema. La sua presenza per la trasferta di domenica a Reggio Emilia contro il Sassuolo è da considerarsi a fortissimo rischio: la linea del club è quella della massima prudenza, senza accelerare i tempi per evitare ricadute alla vigilia di un mese privo di soste. L'eventuale assenza dell'esterno — reduce dalla prova dal 1' contro il Lecce in una posizione più avanzata nel nuovo assetto a quattro — potrebbe consegnare una maglia da titolare a tra Diego Moreira e Alphadjo Cisse.
Pulisic punto fermo, rebus rotazioni
Se Saelemaekers è in forte dubbio, la certezza di Amorim risponde al nome di Christian Pulisic. L'americano, rimasto a Milanello per lavorare durante la pausa dopo il ritorno a gol e titolarità contro il Lecce, è sempre più centrale nel modulo camaleontico (oscillante tra il 3-4-2-1 e il 4-4-2) del tecnico portoghese. Sullo sfondo restano anche le manovre di mercato, con la dirigenza al lavoro per i rinnovi del classe '98 e di Adrien Rabiot, mentre continuano a circolare i primi rumor sulle mosse di gennaio (tra cui l'interesse per il giovane talentino Endrick).
La priorità del campo impone però ad Amorim di gestire al meglio le energie dell'intera rosa. Dopo le difficoltà emerse durante il turnover nella sfida di San Siro contro il Benfica, l'allenatore lusitano dovrà trovare il modo di attingere a risorse finora rimaste ai margini: da Tomori (ancora a quota zero minuti in campionato) fino ai giovani Diawara, Comotto, Hutchinson e lo stesso Camarda, senza dimenticare la voglia di rivalsa di Gabbia. Il mese di ottobre rappresenterà un banco di prova cruciale per misurare le ambizioni e le reali profondità del nuovo Milan.