MILAN

I ruoli non suoi, l'infortunio costante e l'atteggiamento oltre ai numeri: dove nasce la crisi di Leao

In Serie A, il portoghese ha già segnato più del 24/25, però i tifosi fischiano perché non lo vedono leader. Il ritorno sulla fascia sinistra come soluzione?

di Paolo Borella
14 Apr 2026 - 11:16
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Nove gol nella Serie A 2025/26 (a 6 giornate dalla fine), otto nell'intero campionato 24/25. Se guardassimo solo a come Rafa Leao timbra il cartellino, potremmo pensare che il portoghese si è migliorato negli ultimi 12 mesi. 

E invece no, non è così. Al Milan è mancato un leader nella stagione in corso e il rendimento delle ultime gare lo ha confermato, prima che i fischi di San Siro lo certificassero. Nell'applauso ironico all'arbitro Marchetti nella sconfitta per 3-0 a San Siro contro l'Udinese, c'è tutta la frustrazione del 26enne, che non ha trovato il trampolino che cercava per una carriera al bivio. Buon calciatore con lunghe pause tra una giocata decisiva e l'altra oppure potenziale campione mai sbocciato fino in fondo

Il pubblico milanese propende per la prima opzione, ma il verdetto potrebbe non essere definitivo. C'è riconoscenza per le cavalcate del 19esimo scudetto e per la semifinale di Champions raggiunta nel 2023 con lui protagonista, ma anche la delusione per un atteggiamento non sempre impeccabile. 

Ai tifosi importa fino a un certo punto delle scorrazzate fuori dal campo tra fashion week e dischi rap, a patto che il numero 10 dia tutto dentro e guidi la squadra almeno sul piano offensivo. In questi mesi non è stato così, nonostante la doppia cifra realizzativa in campionato ormai a un passo. Ci sono tanti altri dati che raccontano l'involuzione di un Leao molto meno al centro del mondo rossonero.

A partire dagli assist: 2 in questa Serie A, mentre furono 10 in quella passata, vissuta dentro la crisi tra Fonseca e Conceicao, oltre a quelli per sigillare il pass per la finale di Coppa Italia scavalcando l'Inter e ad Abraham per conquistare la Supercoppa a Riad. 

Quell'amore sembra sfiorito, tanto che il Milan potrebbe guardarsi intorno per possibili offerte di mercato in estate. Rapporti in salita dipesi però anche da altri due fattori, meno imputabili all'ex Lille: infortuni e ruolo. La pubalgia lo ha accompagnato in modo costante, soprattutto in questo 2026. In cui, dopo le reti contro Cagliari e Genoa, a febbraio e marzo si è fermato a un gol per mese contro Como e Cremonese. 

A Napoli è rientrato solo nel finale, di fronte all'Udinese è stato indisponente e per nulla incisivo, fino a guadagnarsi i fischi di San Siro. Il Milan si aspetta di più da lui, dalla società, ai compagni fino ad Allegri. Il tecnico, però, per esigenze, richieste o necessità, non lo ha praticamente mai schierato nella sua zolla preferita sulla fascia sinistra.

Prima tra le due punte del 3-5-2, poi ingabbiato al centro della difesa avversaria come falso nueve in un 4-3-3 che vedeva Saelemaekers e Pulisic ai suoi lati. La soluzione potrebbe essere quella di tornare sulla corsia mancina. Solo così, forse, Leao potrebbe tornare quello di un tempo e riprendersi il Milan in questo finale di stagione.