Il Milan a Conte: Elliott pensa in grande

Fassone e Mirabelli appesi a un filo, con Leonardo rischia anche Gattuso

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Antonio Conte sulla panchina del Milan è qualcosa di più di una semplice idea che frulla nella testa dei vertici di Elliott. Tra conferme e smentite, solo presunte da parte del fondo statunitense visto che non è arrivato nessun comunicato ufficiale, l'obiettivo è quello di rivalorizzare la squadra rossonera. Non è un periodo di transizione e quindi la scelta di puntare su un allenatore di grande esperienza, considerato uno tra i migliori d'Europa, è più che logica e legittima.

Il lavoro svolto da Gattuso in questi mesi è stato apprezzato da tutti, ma i tempi tecnici per un campioni in panchina ci sono tutti. Vero che la strada per arrivare al manager appena esonerato dal Chelsea non è certo facile. Per prima cosa l'ex ct della Nazionale si deve liberare dal contratto con i Blues che gli garantirebbe qualcosa come altri 10 milioni di euro in un anno. Per rimettersi subito in gioco è chiamato, in pratica, a fare un sacrificio economico. Cosa che, per altro, aveva fatto anche quando aveva accettato il progetto federale di Tavecchio. E proprio Elliott punta tutto su un grande progetto di rilancio dopo anni difficili. Tra New York e Londra si sta disegnando il nuovo Milan e sono giorni caldissimi. Un altro snodo cruciale è quello del 19 luglio quando la società di via Aldo Rossi conoscerà il proprio destino europeo dal Tas.

Poi via al 21 luglio quando verranno nominati i nuovi membri del consiglio d'amministrazione e si prenderà una decisione definitiva sul destino di Fassone e Mirabelli, con conseguenti ripercussioni su Gattuso. Il fatto che l'attuale allenatore del Milan sia stato il solo nominato nell'unica nota ufficiale diffusa da Elliott in questi giorni è indicativo, ma non è sinonimo di fiducia incondizionata. Lo stesso vale per la campagna abbonamenti appena lanciata con il suo volto visto che si naviga a vista. Elliott non pensa che Ringhio non sia all'altezza, ma presentarsi con Conte come biglietto da visita farebbe tutta altra scena.

Domenica alla partenza per la tournée Usa ci sarà (quasi) certamente Ringhio a guidare la squadra, ma non sono da escludere stravolgimenti a stelle e strisce. Anche il più che probabile arrivo di Leonardo in dirigenza può essere una cartina tornasole visto che in passato c'è stata qualche ruggine tra il brasiliano e l'ex numero 8. Conte è alla finestra e l'anno sabbatico può diventare un anno rossonero, questa volta sembra essere quella giusta.

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