I giornali sportivi: venerdì 15 maggio 2026
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Il proprietario di RedBird parla a 360°: "Ho commesso molti errori ma il calcio italiano deve ripensarsi: non si possono perdere 5-0 finali di Champions"
Gerry Cardinale si definisce uomo di fatti e non parole ma l'attuale situazione del Milan, col rischio che la qualificazione in Champions League scivoli via, lo costringe a prendere posizione, come ammette lui stesso: "In questo momento è giusto dare un messaggio chiaro. Fin qui squadra e allenatore hanno fatto un buon lavoro, fino al match con la Lazio eravamo in corsa per lo scudetto ma nelle ultime cinque partite stiamo gettando al vento la stagione. So che nello sport succede ma non mi fa stare meglio, sono deluso ma vinciamo le ultime due partite".
Il proprietario di RedBird non usa giri di parole nell'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento. Non sono contento, così come Allegri e i giocatori. Abbiamo anche patito tanti infortuni. Però nella mia cultura se qualcuno inciampa bisogna aiutarlo a rialzarsi, non va cancellato: quindi sosteniamo la squadra senza demoralizzarla in queste ultime due partite. I tifosi sono arrabbiati quanto me ma cerchiamo di sostenere i calciatori".
Cardinale parla da tifoso: "Quando vedo che non siamo all'altezza sento sottopelle la reazione dei tifosi, mi sveglio ogni mattina col desiderio di vincere e provo frustrazione quando non riusciamo. E voglio smentire una cosa: non è vero che mi interessa solo il denaro e non vincere. In carriera e nella vita ho sempre vinto, ridicolo pensare che farei una cosa senza l'obiettivo di vincere con continuità. Io non alleno, non segno gol o difendo ma posso fare la mia parte: fornire risorse finanziarie per schierare una squadra vincente".
A proposito di questo il 59enne imprenditore aggiunge: "Da quando sono al Milan abbiamo ottenuto risultati finanziari superiori alle aspettative, è importante perché poi li reinvesto, non li metto in tasca. Nelle ultime tre stagioni abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra di Serie A. Ecco, magari non abbiamo speso al meglio: mi do un voto più alto per quanto ho speso per come li ho spesi".
Qui Cardinale fa mea culpa: "Ho commesso molti errori, certo. Il Milan è probabilmente la cosa più difficile che ho fatto ma non mi fermerò: sono un combattente. È stato difficile capire quanto il contesto sia diverso, da fuori se sei americano non capisci il ruolo che hanno il Milan e il calcio per la comunità. Non voglio trasferire in modo diretto come facciamo le cose in America".
Poi, sul calcio italiano: "Vorrei ci si concentrasse di più su temi cruciali come le infrastrutture sportive, come modernizzare il movimento, perché la Nazionale ha mancato il terzo Mondiale di fila. Non è solo questione di Serie A, si tratta anche di non presentarsi alle finali di Champions e perdere 5-0 (frecciata all'Inter per la finale dell'anno scorso, ndr)".
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E allora si torna alla possibile rivoluzione estiva: "Dedicherò tutta l'estate per far evolvere l'organizzazione: rivaluterò tutto e tutti. Ho già parlato con Allegri di molte cose, a stagione finita ci metteremo al lavoro. L'obiettivo è vincere ogni anno ma anche gestire le basi per vincere costantemente. In tutte le aree bisogna avere le persone migliori, non ci siamo ancora".