Luis Alberto, il "Mago" della trequarti della Lazio dell'era Simone Inzaghi e Sarri, ora regala magie in Qatar ma non si perde nulla della sua ex squadra che sta incantando e sorprendendo la Serie A di questa stagione. Ne ha parlato alla Gazzetta dello Sport: "Contro il Sassuolo ho pensato 'wow, ma come giocano questi ragazzi?' Sono gruppo, sono squadra. Anche nei momenti difficili riescono a superare lo scoglio giocando a pallone. Difendono bene, sono compatti e non si spezzano mai. Col Sassuolo, quando Thorsvedt ha pareggiato dopo un minuto, hanno continuato ad attaccare e alla fine hanno vinto ancora. Devono pensare partita dopo partita e non farsi condizionare dalla classifica e da ciò che si dice... Se mi riferisco allo scudetto? Ora è giusto non parlarne, ma se tra gennaio e febbraio saranno ancora lassù, sarà un’altra storia".
E' inevitabile, poi, parlare dei paragoni con la sua Lazio che, nella stagione 2019/20 è andata molto vicina al titolo: "Questa squadra ha la nostra spensieratezza. In quell'anno ci abbiamo iniziato a credere piano piano, anche se pensavamo partita dopo partita. Si creò una magia irripetibile, qualcosa che ci portò a dire 'beh, forse si può fare...'. Ricordo l’ultima partita con il Bologna prima che il mondo si fermasse, 2-0 in un Olimpico strapieno. Segnammo io e Correa. Chissà come sarebbe andata. Senza l'interruzione per il Covid secondo me avremmo vinto lo scudetto. O perlomeno ce la saremmo giocata fino alla fine. Se mi sarei divertito in questa Lazio? Ora come ora è impossibile togliere Frattesi e Taylor, e lo stesso vale per Belahyane. Giocano a memoria e si completano. Il primo si inserisce come nessuno in A, il secondo è una bella scoperta. È chiaro che mi divertirei, ma ci sono loro. Il nuovo Luis Alberto? Nico Paz, ma lui è più forte di me".