Lazio, Luis Alberto: "Ora ho svoltato, sono più continuo"

Il centrocampista spagnolo fa mea culpa: "Ho buttato via 3-4 anni ad alto livello"

Luis Alberto (LaPresse)

Una meteora l'anno passato, ora uno dei migliori giocatori della Serie A. Luis Alberto ha parlato a 'Marca' della sua metamorfosi. "Ho dovuto cambiare perché mi stava franando tutto addosso - ha ammesso il laziale - Grazie a mia moglie e a uno psicologo sportivo ho lavorato sulla mentalità". Sugli errori del passato: "Mi sono reso conto che non bastava giocare bene 20' su 90.  Sono più continuo, sento di aver buttato via 3-4 anni ad alto livello".

Si chiama Juan Campillo il segreto della rinascita di Luis Alberto, lo psicologo sportivo che ha lo ha trasformato dopo una stagione da dimenticare. Da 'bidone' a fenomeno in soli 9 mesi. "I tecnici della nazionale dicono che sono il migliore della Serie A? Sicuramente l'anno passato ero il peggiore" ha commentato ridendo il fantasista della Lazio. "Lo psicologo mi ha insegnato ad avere fiducia in me stesso, quella fiducia che avevo perso. Mi ha insegnato a lavorare di più, rimanere concentrati su tutti gli aspetti, concentrarmi maggiormente sul lato difensivo, essere attivo in ogni aspetto gioco. Non è stato facile, ero circondato da persone che mi dicevano di lasciare il calcio. Il lavoro è consistito nel parlare molto con Campillo, allenarmi bene, dimenticarmi del perché non giocano e non ascoltare tutti quelli che dicevano che le cose stavano andando male".

Un lavoro che ha gli ha regalato la prima convocazione con la Spagna. Luis Alberto racconta l'emozione della chiamata. "Ero a casa con mia moglie e stavamo ascoltando distrattamente la lista. Per prima cosa abbiamo sentito il nome di Alberto Moreno, che per me è un fratello, e 3-4 nomi dopo il mio. E' stato un momento di grande felicità, ci è caduto il cellulare, ci siamo abbracciati. Poi ho iniziato a inviare messaggi ad amici, familiari, a un gruppo in cui ci sono diversi giocatori. E' la cosa più bella che mi sia successa nel mondo del calcio".

Sull'approccio con Roma e i tifosi. "Non mi aspettavo che i tifosi fossero così appassionati. Dal primo giorno che sono arrivato il tema è stato il derby ... Non importa il campionato, non importa niente, ma il derby deve essere vinto. Ora non sono a Roma, ma tra 10 giorni ci affronteremo e sono sicuro che in città non si parla d'altro".

Con tre gol Luis Alberto è il secondo miglior marcatore della Lazio dopo Immobile e il re degli assist in Serie A. "Preferito fare assist piuttosto che gol. Sia i miei compagni che il direttore sportivo mi dicono che devo tirare di più in porta, ma tra il tiro e il passaggio preferisco il secondo. Non so se sono un pazzo (ride, ndr), ma mi piace di più fare assist. Naturalmente, quando la passo e non segnano, mi scoccio. Con Ciro (Immobile, ndr) ho un ottimo feeling e gli dico sempre: ' i miei assist sfruttali'. Credo che non dobbiamo guardare solo i numeri, ma quello che facciamo per la squadra".

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