Juve, otto allenatori per una panchina: sono ore calde alla Continassa
© italyphotopress | Luciano Spalletti
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A sei punti dal quarto posto dopo nove giornate, i bianconeri non possono più sbagliare. E anche la posizione del tecnico è sempre più traballante
Un tuffo nel passato che può decidere il futuro. Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri si giocano tutto, o quasi, in 90 minuti: Juventus-Napoli di domenica sera può diventare uno snodo fondamentale nella stagione di entrambe. E a rendere l'atmosfera ancora più spettrale, in pieno clima Halloween, saranno i fantasmi del passato che aleggeranno sullo Stadium. Il primo sarà proprio quello di Max: il tecnico del Napoli, avversario della sua ex squadra, non sarà fisicamente a bordo campo a causa della squalifica rimediata contro la Roma. Il secondo, ben più ingombrante per Spalletti, è quello di Antonio Conte, ancora nei pensieri di una parte della tifoseria juventina, che continua a invocare il suo ritorno.
Juve e Napoli arrivano alla sfida appaiate in classifica, ma con umori agli antipodi. Gli azzurri, dopo il ko di Venezia, sembrano aver ritrovato la strada dopo un avvio di stagione complicato: contro Bodo, Roma e Monza sono arrivati due vittorie e un pareggio. Più in generale, il rientro di McTominay e Anguissa sembra aver restituito una nuova verve offensiva agli uomini di Max, che dopo aver faticato a trovare la via del gol nelle prime uscite ne hanno messi a referto ben 11 nelle ultime tre partite.
Quello del gol è un problema che tormenta anche Luciano Spalletti. La sua Juve, dall'inizio del campionato, ha segnato lo stesso numero di reti realizzate dal Napoli nelle ultime tre gare: 11. Un bottino che non basta a nascondere il rebus offensivo con cui il tecnico di Certaldo convive dal suo arrivo a Torino. Né Kolo Muani né Woltemade, infatti, hanno le caratteristiche della prima punta tradizionale e la ricerca di un equilibrio offensivo continua a frenare i bianconeri.
Ma il tempo degli alibi, come ha ricordato anche l'ad Carnevali, è terminato: due sconfitte, un pareggio e una sola vittoria nelle ultime quattro giornate di campionato sono un bilancio che a Torino non può essere considerato accettabile. Da qui la decisione di mandare la squadra in ritiro. Bremer e compagni arriveranno così alla sfida con il Napoli dopo due giorni e due notti trascorsi insieme, con la consapevolezza che la posta in palio va ben oltre i tre punti.
Spalletti, del resto, difficilmente avrebbe immaginato di spegnere la prima candelina sulla panchina della Juve in un clima simile. Era il 30 ottobre 2025 quando veniva ufficializzato come successore di Tudor, dopo il breve interregno di Brambilla. Dodici mesi più tardi, la sua posizione è tutt'altro che salda e la sfida contro il Napoli rischia di trasformarsi in un passaggio cruciale per il suo futuro.
Dopo nove giornate, la Juve è già a 11 punti dalla vetta e a sei dal quarto posto occupato dal Como. Una distanza che rende sempre più urgente una svolta, se i bianconeri vogliono continuare a inseguire i propri obiettivi stagionali. Ecco perché Juventus-Napoli può valere molto più di una vittoria: una sconfitta rischierebbe di alimentare i dubbi sulla gestione Spalletti e di dare ulteriore forza alle voci di chi sogna il ritorno di Conte. Il fantasma dell'ex, in questo caso, non sarebbe soltanto una suggestione di Halloween.
Anche perché il calendario non concede tregua. Dopo il Napoli, si aprirà una settimana decisiva per la stagione bianconera, con la trasferta di giovedì in Olanda contro l'AZ Alkmaar in Europa League e quella di domenica a Firenze contro la Fiorentina in campionato. Tre partite in pochi giorni per provare a invertire la rotta. E per Spalletti, prima ancora di scacciare i fantasmi, potrebbe essere arrivato il momento di dimostrare di avere ancora in mano la Juventus.
© italyphotopress | Luciano Spalletti
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