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Analisi Atalanta-Juventus 3-0: il blackout in Coppa Italia tra Var e problemi di punte

La Juventus cade a Bergamo: l'analisi dello 0-3 contro l'Atalanta. Gli errori di Spalletti, il rigore di Bremer e l'esperimento McKennie punta

06 Feb 2026 - 08:39
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La Juventus fallisce il primo obiettivo stagionale, la strada in Coppa Italia si ferma ai quarti di finale dopo la pesante sconfitta per 3-0 contro l'Atalanta. Un ko strano perché figlio di tanti spunti, da quelli relativi a una squadra che sa come giocare ma manca di finalizzazione alle decisioni arbitrali sino a una ripresa completamente diversa dal primo tempo quando Palladino è riuscito ad avere la meglio sul secondo piano tattico di Spalletti.

Tra pali e Var: il paradosso del primo tempo

 La sfida era iniziata sotto auspici ben diversi per la Signora, che per lunghi tratti ha masticato gioco chiudendo la prima frazione con un possesso palla del 58%. Il calcio, siamo in periodo di giochisti vs risultatisti dopotutto, sa come essere beffardo e Francisco Conceiçao lo ha capito una volta in più. Il portoghese prima si è divorato un gol fatto davanti a Carnesecchi e poi, con una conclusione potente, ha scheggiato la traversa, collezionando il suo quarto legno stagionale. Mentre la Juve creava e sprecava, l'Atalanta restava in attesa, trovando il vantaggio grazie a un episodio che ha fatto molto discutere. Un tocco di braccio di Bremer su un cross di Ederson è stato pescato dal Var, permettendo a Scamacca di trasformare il rigore dell'1-0 e di cambiare l'inerzia emotiva del match.

L'azzardo McKennie e la lezione di Palladino

 Nella ripresa, la gestione tattica di Spalletti ha sollevato più di un dubbio, specialmente quando ha deciso di rimescolare le carte offensivo in modo quasi estremo. Con l'uscita di David, non del tutto negativo ma leggerino sotto porta, il tecnico ha avanzato McKennie nel ruolo di centravanti, una mossa che nelle intenzioni doveva dare imprevedibilità ma che nei fatti ha tolto peso all'area di rigore bianconera. Al contrario, Palladino ha dimostrato una lettura della partita migliore, pescando dalla panchina le energie necessarie per dilagare. Gli ingressi di Sulemana e Pasalic si sono rivelati decisivi: il primo ha raddoppiato bruciando Kalulu sul tempo, mentre il secondo ha firmato il tris finale che ha definitivamente spento le velleità juventine.

I limiti della rosa

 Questa sconfitta mette a nudo i limiti di una rosa che, nei momenti di emergenza, sembra non avere alternative di ruolo all'altezza dei titolari. Il fallimento dei colpi di mercato invernali, con nomi come Mateta rimasti solo sulla carta, pesa oggi come un macigno sulla ricostruzione spallettiana. Nonostante il pesante passivo, resta però l'immagine suggestiva dei tifosi bianconeri che a fine gara hanno applaudito la squadra sotto lo spicchio ospite: un atto di fede necessario per ripartire immediatamente in campionato e non perdere la bussola proprio sul più bello.

I giornali: venerdì 6 febbraio 2026

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