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MANOVRE BIANCONERE

Juventus, in attacco è caccia a Mateta: per Spalletti sarebbe la svolta

Ha segnato 30 reti nelle due scorse stagioni, calcia di destro e di sinistro ed è stato fondamentale per la Nazionale olimpica francese medaglia d'argento alle Olimpiadi di Parigi

di Enzo Palladini
18 Gen 2026 - 13:22

Non sarà il miglior Osimhen e nemmeno il Lukaku dei tempi d'oro, ma per la Juventus di oggi, Jean-Philippe Mateta può essere un'ottima soluzione offensiva. La partita di Cagliari ha dimostrato che così com'è, la squadra di Spalletti non può restare. Inquietante il dato che da quando si calcola il possesso, mai nessuna squadra aveva perso una partita tenendo la palla per il 78% del tempo. E tirando pochissimo. Basta rivedere i 90 minuti di sabato sera per capire: tanti cross a vuoto, Jonathan Devid spesso anticipato nonostante il grande impegno, tiri pericolosi solamente dai centrocampisti con degli inserimenti. Manca peso, mancano muscoli, manca quella capacità - come va di moda dire adesso - di riempire l'area avversaria. Altrimenti è una specie di tikitaka senza sbocco. La Juventus ha dimostrato con i 7 risultati utili precedenti la partita di Cagliari che è molto migliorata con l'arrivo di Spalletti. Non abbastanza per coltivare il sogno scudetto che cominciava a popolare le notti della tifoseria. 

Mateta il mestiere di centravanti lo sa fare. Abbonato alla doppia cifra stagionale, quest'anno con il Crystal Palace è a quota 8 gol in 22 partite di Premier League. Nella scorsa stagione è arrivato a 14 gol in 37 gare, due anni fa ha stabilito il suo record personale di 16 reti (35 partite disputate). Solamente il secondo anno (2021-22) al Palace non è andato molto bene, 2 gol in 29 partite. Nell'estate del 2022 era stato riscattato per 11 milioni dopo un prestito oneroso di 3,5 milioni. Nella prima stagione in Premier era andato a segno 5 volte, conquistando però la fiducia del club che l'aveva pescato nel Mainz, in Bundesliga. Anche nel campionato tedesco, quando era ancora una giovane promessa, troviamo una stagione in doppia cifra: 14 gol in 34 partite nel 2018-19.  

Non è mai stato profeta in patria, quello no. Nato a Sevres, città di 25000 abitanti nella regione dell'Ile-de-France nota per le porcellane e per ospitare l'Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure, è cresciuto nelle categorie giovanili dello Chateauroux ed è stato notato dagli osservatori del Lione, club che l'ha acquistato diciannovenne nel 2016 (è nato il 28 giugno 1997) per 4 milioni di euro ma praticamente non l'ha mai utilizzato se non per qualche spezzone di partita, poi l'ha girato in prestito al Le Havre prima della cessione a titolo definitivo al Mainz per 8 milioni nel 2019. Da lì è iniziata la sua scalata, che l'ha portato a essere uno dei bomber più affidabili prima della Bundesliga e poi della Premier League. All'Olimpiade di Parigi è stato titolare della Nazionale francese che ha conquistato la medaglia d'argento perdendo la finale contro la Spagna.Per lui 5 gol in 6 partite, fondamentale la sua doppietta nella semifinale vinta contro l'Egitto. 

Sulla capacità di riempire l'area non ci sono grandi dubbi, è alto 192 centimetri e pesa 90 chili in gran parte di massa muscolare. Ottimo giocatore di sponda, a onore del vero ha una lacuna nel controllo stretto in area di rigore, ma non è sicuramente quello che Spalletti gli chiederà se e quando lo avrà a disposizione. Ha invece il grande pregio di saper calciare bene sia di destro che di sinistro. Le biografie ufficiali indicano il destro come suo piede preferito, ma in campo non è così evidente. Ha tirato a volte i rigori anche di sinistro. Per essere una prima punta ha anche un ottimo tiro dalla distanza, potente e preciso. Viene dalla città dei pesi e delle misure: i suoi chili di muscoli saranno molto importanti per capire la dimensione esatta della Juve. Spalletti lo aspetta con ansia.