Venezia-Inter è anche Aleksandar contro Filip Stankovic: duello tra fratelli in laguna
Venezia-Inter non è una partita banale per i fratelli Stankovic. Per la prima volta, Aleksandar e Filip si troveranno uno contro l'altro al Penzo.
Immaginate un appuntamento romantico a Venezia. Al tramonto. Sull'isola di Sant'Elena. In questo caso, però, non stiamo parlando di un incontro tra due innamorati sulle sponde della laguna. Bensì, di un incrocio tra due fratelli uniti da una prestigiosa discendenza nel pallone, alla ricerca di un sogno che parte da lontano. Il romanticismo sussiste ugualmente, se si parla del rendez-vous che presumibilmente si consumerà già nel tunnel degli spogliatoi del Penzo tra Filip e Aleksandar Stankovic.
Stando alle ultime indiscrezioni, i figli di Dejan potrebbero ritrovarsi uno contro l'altro sin dal primo minuto nella sfida delle 18.30 tra Venezia e Inter. Per il maggiore dei due, la presenza tra i pali degli arancioneroverdi è indubbia. Sul versante opposto, per la prima volta dal suo ritorno a Milano, Ale potrebbe ottenere la prima maglia da titolare, giocando da play. Una casacca che, sulla schiena, presenta un numero ricorrente per la dinastia Stankovic: il 5. E chissà per chi farà il tifo il centrocampista eroe del Triplete.
Lui, che in un pomeriggio di fine agosto 2013 disse addio all'Inter portando con sè in campo l'ex moglie Ana, il più grande dei tre fratelli, Stefan, e i due rivali per una notte, che al tempo avevano dodici (Filip) e otto anni (Aleksandar). Pochi mesi dopo, il futuro portiere sarebbe entrato a far parte delle giovanili nerazzurre, raggiunto dall'ex Bruges pochi anni dopo. Impossibile separarli, anche se le strade professionali hanno preso direzioni diverse.
Nel 2021 l'estremo difensore volò in Olanda per accasarsi al Volendam. Due anni dopo, un'avventura transitoria alla Samp precedette il suo approdo in laguna. Ancor più "vagabondo" il centrocampista, trasferitosi in prestito al Lucerna nel 2024, per poi proseguire con il Club Brugge, in cui è esploso nella passata stagione. Chi conosce meglio Chivu è sicuramente il più giovane dei due, per cui il romeno è stato mentore sia in Primavera che in prima squadra attualmente. "L'ho tenuto in braccio da bambino", il tenero ricordo dell'allenatore nerazzurro, che lo vede più da vertice basso che da mezzala.
Ma l'amicizia tra la famiglia Chivu e la famiglia Stankovic si è sviluppata tra i campi di Appiano Gentile, dove i due bambini andavano a trovare papà nei gloriosi anni dell'Inter di Mancini e Mourinho. Sarà impossibile rimanere indifferenti nell'ipotetica situazione in cui Ale scaglierà un destro dei suoi verso la porta difesa dal fratello, che distendendosi schermerà il tentativo del fratello. "Quoque tu, Filip, frater mi"? Macché. Un sorriso e via avanti, ciascuno nel proprio ruolo in cui si stanno ritagliando un futuro promettente.
Il numero 1 ha già messo in mostra il suo valore già dalla sua prima annata in Serie A, nel 2024/25. Con le mani, sì, ma anche con i piedi. Nel curriculum, a soli 24 anni, può già vantare un rigore parato a nientepopodimeno che Kevin De Bruyne. Per il 5 nerazzurro, invece Chivu sta procedendo per gradi, ma la stoffa c'è tutta.
E chissà, magari un giorno i due si ritroveranno sotto lo stesso vessillo per cui lottò e segnò reti impossibili anche Dejan. L'Inter detiene il 50% della rivendita su un'eventuale cessione dal Venezia del portiere. Il che si traduce automaticamente in un conveniente acquisto a metà prezzo, con una corsia preferenziale che, non stentiamo a credere, avrà la società di viale della Liberazione nella percezione di Filip.
Per il momento, i fratelli Stankovic inseguono i rispettivi obiettivi stagionali. Per il più piccolo scudetto e andare più avanti possibile in Champions, per il mezzano la salvezza con la squadra di Davide Nicola. Ambizioni inseguite fin da oggi, in quello che, fino alla vittoria della Lazio di ieri, era un testa-coda. Con una difficoltà ulteriore, sebbene di professionisti si tratti. Tenere a bada i sentimenti, in una circostanza speciale come quella di stasera. Sotto gli occhi di papà.