COMPLEANNO SPECIALE

Recoba tra genio e imprevedibilità e quel sinistro che fece innamorare Moratti: il Chino compie mezzo secolo

L'uruguaiano arrivò a Milano nell’estate del 1997: bastò l'esordio in campionato contro il Brescia per capire il suo enorme talento

di Roberto Ciarapica
17 Mar 2026 - 11:41
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La prima telefonata potrebbe essere stata di Massimo Moratti. Mezzo secolo di Recoba è (anche) storia dell’Inter: dieci anni incastonati nella vita e nella carriera del giocatore più amato dall’ex presidente nerazzurro. Che nell’estate del 1997 portò a San Siro il migliore di tutti, Ronaldo il Fenomeno, per poi innamorarsi, nel giorno del suo debutto (il 31 agosto), di un altro talento immenso, Alvaro Recoba, appunto - allora 21enne, detto “il Chino” per quei lineamenti da ragazzo orientale, appena strappato al Nacional di Montevideo per 7 miliardi di lire…

Bastarono due capolavori di Recoba, entrato in campo nel finale, in quell’afoso 31 agosto del ‘97, per rimontare e battere il Brescia e per far innamorare - per sempre - Massimo Moratti. Quel giorno cominciò una nuova storia: l’Inter di Simoni, di Ronaldo e di Recoba avrebbe scritto pagine indimenticabili, le più romantiche degli ultimi 30 anni, perché piene di sogni.

E Recoba, in quella pazza Inter di campioni un po’ sfortunati, rappresentò un modello, amato da Moratti proprio per la sua discontinuità, che rendeva tutto imprevedibile, e dunque, in un certo senso, più esaltante. Un amore così folle quello di Moratti da permettergli di trasferirsi al Venezia per avere più spazio, nel gennaio del ’99; così folle da costringerlo a tornare indietro subito dopo la clamorosa salvezza in laguna (costruita praticamente sulle magie dell’uruguaiano). Talmente amato dal presidente, il Chino, da diventare, tra il 2001 e il 2003, il più pagato al mondo (pur non essendo un titolare indiscusso). Con quei gol memorabili, con quel sinistro diabolico e quel passo da fuoriclasse vincente (ma mai abbastanza!), Recoba - insomma - ha rappresentato meglio di chiunque altro, almeno fino al Triplete del 2010, l’Inter di Massimo Moratti. Che con lui ha comunque vinto due scudetti (quello del 2005/06 revocato alla Juve e assegnato dalla Figc  per le note vicende di calciopoli e quello del 2006/07), una Coppa Uefa e 4 coppe nazionali. Fino al gol da calcio d’angolo (contro l’Empoli) del 29 aprile 2007, quando Recoba disse addio all’Inter, e – soprattutto – al suo presidente, con un’ultima giocata da fuoriclasse mancato. E, proprio per questo, per sempre rimpianto.