VERSO INTER-ROMA

Chivu: "Contro l'Inter voglia di gogna mediatica. Non sono preoccupato: i miei giocatori hanno valori"

Il tecnico nerazzurro: "Lautaro? Tutti sono indispensabili. Bastoni ci ha messo la faccia"

04 Apr 2026 - 14:51
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Dopo la pausa, si riparte. L'Inter ospita la Roma per tornare alla vittoria e provare a frustrare le voglie di Milan e Napoli. Alle spalle il pareggio con la Fiorentina e due settimane che, almeno per i nerazzurri reduci dal tonfo contro la Bosna con l'Italia, non sono certo state positive: "Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano: l'hanno fatto vedere, hanno sempre saputo rialzarsi sempre dopo l'amarezza" ha subito dichiarato Chivu nella conferenza della vigilia. "Hanno imparato che far parte di una squadra di calcio ogni tanto vuol dire cascare: ma quello che conta è la reazione, il carattere e il rispetto di una società che rappresentano, così come l'amore dei tifosi. Lo sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco, è lo sport e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato, in questi otto mesi me l'hanno fatto vedere che abbiamo con uomini che hanno valori, qualità e molte certezze nel gruppo".

Un vantaggio da difendere sulla strada dello scudetto - "I risultati fanno parte di questa maratona che è il campionato, c'è stato un ritmo molto buono. Certi drammi per un pareggio si fanno solo con l'Inter, non con altre squadre. E' ovvio che volevamo di più, però ci prendiamo quello che abbiamo meritato fino a ora. Siamo primi in classifica, siamo riusciti a essere competitivi e questo è ciò che per me conta". Finalmente, dopo due mesi, torna il capitano: "A livello individuale ogni giocatore è indispensabile, Lautaro come Luis Henrique e Diouf. Ognuno sa l'apporto che può e deve dare e quanto è importante avere tutti pronti mentalmente e fisicamente".

La difficile situazione psicologica di Bastoni - "Quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Lui in questo momento è dispiaciuto per l'accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l'ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un Paese e portare a buon fine il suo sogno. Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l'amore e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l'hai messa. Ho parlato prima di qualità umane e di valori: il gruppo ne ha, ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo diventati e abbiamo sempre alzato la testa mettendoci sempre la faccia. La faccia l'hanno sempre messa e accettano ogni critica nei momenti di difficoltà: consapevoli del fatto che di riconoscenza nel calcio ce n'è poca, si punta sempre il dito e si cerca qualcosa che non ha a che fare coi suoi valori. L'ha fatto lui e lo fanno anche gli altri: hanno imparato dal passato e si troveranno pronti nel finale di stagione".

Intorno all'Inter un'atmosfera molto pesante - "Questo dovete spiegarmelo voi. Io vedo, sento, ascolto cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che io ho. Per fare un esempio l'episodio post Juve in cui si è creata una gogna mediatica io non l'ho più vista. Finché si tratta dell'Inter e se si dice che ci sono favori allora diventa una gogna mediatica e si mettono squadra, società e giocatori in piazza per tirare i sassi. Ma negli episodi contro nessuno dice nulla. E' una domanda che devo fare io a voi: noi accettiamo i pensieri esterni sapendo che storicamente in Italia chi è primo è il più odiato da sempre. Ma non vuol dire che noi non manteniamo un livello alto: rappresentiamo una società grandiosa e tifosi meravigliosi. La colpa per la Nazionale non è sicuramente dei giocatori dell'Inter: noi avevamo 5 convocati e non è colpa loro. Anzi per noi è un orgoglio averli nella nostra squadra: cercano di regalare qualcosa di importante al calcio. Poi si può perdere o vincere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere".

Il rigore sbagliato da Esposito contro la Bosnia - "Io gli ho domandato se ha chiesto lui: mi è bastata la sua risposta, era sì. Prendersi la responsabilità a un'età molto giovane con l'importanza di quella partita, basta quello: di rigori se ne sbagliano e ne sbaglierà, ma l'importante è che ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E' un buon segno anche per noi e per la Nazionale il fatto che lui se l'è presa".

Arbitri, polemiche e torti subiti - "Io le mie energie me le tengo per scegliere la miglior formazione che posso mettere in campo ogni partita. Spesso mi chiedete chi gioca e io non rispondo per i tanti dubbi: pensate se comincio a pensare agli arbitri e ai varisti, è una cosa che non mi compete e non mi interessa. Mi interessa mettere la miglior formazione e la nostra preoccupazione in campo per essere dominanti e dare sempre il massimo. Questo deve essere il mio lavoro: se analizziamo altri vuol dire che analizziamo i fantasmi e abbiamo paura. Ma io mi affido al buon senso e la mia unica preoccupazione è portare la squadra ogni domenica al massimo.

Thuram, un attaccante da ritrovare - "Si parla sempre di lui nelle ultime conferenze: sono contento che abbia segnato in nazionale, è un momento importante anche per la Francia e Deschamps farà fatica a scegliere 7-8 attaccanti. Lui è una costante importante e l'ha dimostrato: si può fare affidamento su un attaccante di quello spessore. Noi sappiamo il suo valore e la sua qualità: lo è consapevole anche lui e sta lavorando per aiutarci ed essere decisivo in determinati momenti con gol, assist e il lavoro da fare. Lo vedo molto preoccupato nell'essere focalizzato per farsi trovare pronto.

Le voci sul futuro di Bastoni lontano dall'Inter - "Io devo dargli serenità, fiducia come a tutti gli altri: io non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Io so che è contentissimo di far parte della nostra squadra e che da quando è qui ha sempre messo la faccia e dato il 100%. Non serve che dica cos'è lui, starà a lui decidere il suo futuro così come ognuno deve essere responsabile delle sue decisioni. Ma finché è qua io sono convinto che darà più del 100% per noi, che sia per due mesi o due anni io non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse e se io rimarrò perché le incertezze nel calcio sono queste. Deciderà lui e l'ha dimostrato che è vaccinato e sa prendere decisioni giuste: il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità.

La Roma, in una sfida crocevia - "Sappiamo tutti la loro forza, di un allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mancano otto partite, per noi la prossima è la più importante: dobbiamo trovare convinzione e intensità, accettare quello che la Roma ti propone in campo. Bisogna avere coraggio e l'ambizione giusta per portare a buon fine una gara complicata".