Inter-Benevento, i tifosi: "Contro il razzismo ma anche contro punizioni incoerenti"

Due striscioni esposti fuori da San Siro, a porte chiuse per gli ululati a Koulibaly: "Ci aspettavamo di più dalla società"

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San Siro a porte chiuse per Inter-Benevento a causa della squalifica dopo gli ululati a Koulibaly ma i tifosi nerazzurri hanno voluto comunque far sentire la propria voce. Fuori dallo stadio il gruppo Banda Bagaj ha affisso due striscioni per spiegare la sua posizione in merito alla decisione del Giudice Sportivo: "Contro il razzismo, contro la violenza, contro le punizioni prive di coerenza" e "La maggioranza non ha ululato ma un suo diritto è stato calpestato".

"Serve una soluzione più ampia - ha spiegato Massimiliano Rizza, presidente della Banda Bagaj -. Non è con l'imposizione che si può ottenere qualcosa, a maggior ragione se le misure restrittive vengono applicate a tutti. La maggioranza dei tifosi non ha fatto cori contro i napoletani né buu razzisti. Ci aspettavamo di più dalla società, avrebbe dovuto prendere anche le parti dei tifosi corretti. Siamo stati considerati tutti razzisti e non ci sta bene. Oggi ci tocca restare fuori, speriamo sia l'ultima volta".

Una protesta che si è svolta nel clima surreale di un San Siro vuoto anche all'esterno, fatta eccezione per qualche curioso e i circa 400 accreditati. E non sono mancati neppure i tifosi stranieri giunti a San Siro e accolti dalla sorpresa di non poter entrare. "Siamo arrivati dal Brasile, perché non possiamo entrare?", hanno chiesto.

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