VERSO TORINO-INTER

Inter, Chivu: "Amo questi ragazzi capaci di andare contro la narrazione di inizio anno"

Il tecnico nerazzurro alla vigilia del Torino: "Il calcio è cambiato, non vinci solo se hai la miglior difesa o se fai tuoi gli scontri diretti"

25 Apr 2026 - 15:36
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La partita che arriva è sempre la più importante: un vecchio adagio oggi quanto mai attuale, però. A Torino l'Inter si gioca infatti la possibilità di presentarsi domenica 3 maggio a San Siro con lo scudetto, il 21esimo, a portata aritmetica: anzi, tre punti contro la squadra di D'Aversa potrebbero persino consegnare ai nerazzurri la chance di scendere in campo contro il Parma già da campioni d'Italia. Ma quest'ultima è una combinazione che dipende da altri. L'Inter artefice del proprio destino deve solamente proseguire il suo cammino tenendo il ritmo post pausa-nazionali, quando molti l'aspettavano al varco, pronosticandone un crollo, e invece ha infilato il filotto Roma-Como-Cagliari che ha spiazzato la concorrenza. Prova di forza, cui si è aggiunta pure quella in Coppa Italia contro il Como: "Siamo sereni, siamo consapevoli del lavoro svolto per arrivare sin qui ma anche del fatto che mancano ancora punti per centrare l'obiettivo e raggiungere il nostro sogno" ha dichiarato Chivu alla vigilia della trasferta torinese.

Testa bassa, dunque, e massima concentrazione: "Affronteremo il Torino come sempre l'atteggiamento giusto che serve a portare a casa la partita, abituandosi ai momenti della gara e cercando di essere dominanti, cercando di capire i momenti del match. Voi parlate (riferimento ai cronisti presenti in sala stampa, ndr) di ciò che è accaduto dopo la sosta, ma io parlo della stagione intera. Arrivare alla sosta con la sconfitta nel derby e due pareggi ha creato un po’ di critica, ma avevamo ancora punti di vantaggio. Abbiamo avuto l’opportunità di fare buone prestazioni, di recuperare giocatori. La partita con la Roma è stata molto importante, a Como sapevamo che tipo di difficoltà incontrassimo. Ci siamo messi in una condizione che ci permette di sognare. Questa squadra negli ultimi anni ha cercato sempre di fare imprese ed è stata molto competitiva sotto tutti i fronti. La storia è questa, la società ha costruito qualcosa di importante. Negli ultimi anni i ragazzi hanno fatto vedere quanto riescono a essere competitivi, questo per noi è sempre stato un obbligo: riuscire a essere competitivi su tutti fronti”.

Dal gruppo ai singoli. Assente Lautaro ("è migliorato, settimana prossima tornerà a disposizione"), Chivu recupera invece Bastoni: “Si è allenato, è tornato e sta meglio. Ha ancora fastidio, ma stringe i denti. Ha fatto un lavoro di condizione atletica in settimana, ha fatto cure che gli avrebbero permesso di essere più sciolto nel fare determinate cose. Oggi si è allenato con la squadra, vediamo domani. Sucic? Sta bene, negli ultimi mesi ha avuto questo problema alla mano, una tripla frattura che non abbiamo mai detto per paura che qualcuno potesse fargli male. Si è messo a disposizione della squadra, ha capito i momenti di difficoltà e ha giocato tante partite condizionato da quel gesso che aveva sulla mano. Ora che sta bene, è tornato a pieno regime e non è più condizionato nei movimenti”.

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Si insiste, lo abbiamo fatto anche noi, sull'accelerazione delle ultime tre settimane, ma Chivu tiene a puntualizzare invece la continuità lungo l'intera stagione: “Abbiamo fatto più di 100 gol in stagione, 78 solo in Serie A. Le ultime quattro partite non sono tutto, è la stagione intera che conta nel bene e nel male. Prima magari si calava di più nei secondi tempi, ora siamo diventati più bravi in quei momenti. La squadra ci ha messo la faccia, ha cercato di essere competitiva. Ultimamente abbiamo alzato il livello dal punto di vista dell'orgoglio, cercando di essere pragmatici e concreti e rispettando l'avversario. Non guardo mai quello che sono i soli numeri difensivi. I gol si fanno e si prendono, soprattutto quando hai un atteggiamento propositivo e ti prendi determinati rischi. La bravura è di tutta la squadra, di come pressa e dell’intensità che mette. La cosa più importante è cercare di essere propositivi per la qualità che la squadra ha, sarebbe complicato non sfruttare la forza offensiva e la qualità individuale di questi ragazzi. Sono finiti i tempi in cui le migliori difese vincono i campionati o in cui devi vincere gli scontri diretti per avere la possibilità di fare qualcosa. Il calcio moderno è più dinamico, di intensità. Devi adattarti a fare delle cose. L’altra sera abbiamo visto Bayern-Real Madrid, è finita 4-3. E’ tutto più verticale, veloce, intenso e bisogna adattarsi a questo”.

Infine uno sguardo un po' in là negli anni, forse troppo in là: “Non so se arrivo a 10 anni da allenatore. Pensando alla mia prima stagione intera penso che potevamo sicuramente fare meglio in Champions League e mi prendo io tutta la responsabilità sulla gestione della partita di Bodo, che non ha nulla a che fare con quello che avevamo fatto nel girone. Amo da morire questi ragazzi. I ragazzi hanno capito che potevano rimanere competitivi andando contro la narrazione di inizio anno, tutti parlavano di ciclo finito: sono rinati e hanno trovato la motivazione giusta".