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Inter, Conte: "Se ho ascoltato Agnelli? Sì, ciao". E se ne va

Il tecnico nerazzurro: "Serve lavorare per conoscere il cammino per la vittoria"

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Antonio Conte si gode la qualificazione agli ottavi di Europa League ("dopo il gol subito abbiamo messo subito le cose in chiaro, mettiamo in cassa la qualificazione") e si presenta al meglio alla gara con la Juve. "Domenica ci sarà una sfida importante, ma ho già detto che alla fine di questo ciclo capiremo quanto siamo distanti dal vincere". Visibile il fastidio quando gli si chiede se ha ascoltato le parole al miele di Agnelli: "Sì, ciao". E lascia la postazione.

Probabilmente per non incendiare ulteriormente una rivalità già accesa, Conte preferisce salutare e non rispondere allo studio di Sky Sport sulle dichiarazioni di Andrea Agnelli, che in settimana aveva rimarcato la juventinità fino al midollo dell'attuale tecnico dell'Inter. Una sfida-scudetto che sarà giocata a porte chiuse, come quella di stasera. "Era già capitato con la Nazionale di giocare a porte chiuse, è sicuramente un'atmosfera strana. Non è semplice perché poteva sembrare un allenamento del giovedì, invece i ragazzi sono stati bravi ad avere l'approccio giusto. Traiamo cose positive da questo doppio impegno".

Il tecnico salentino ha provato ancora la difesa a 4 per favorire l'inserimento di Eriksen. "C'è bisogno di lavorare, il rinvio del match con la Samp ci ha permesso di provare qualcosa di nuovo. Situazioni che possono essere riproposte a inizio partita o a gara in corso, diciamo che abbiamo cercato di mettere in atto queste soluzioni".

L'Inter è ancora in corsa su tutti i fronti e, dopo il mercato di gennaio,può permettersi rotazioni di livello. "E' giusto che una squadra come l'Inter parta con l'obiettivo massimo in ogni competizione, anche se sono 9 anni che non porta a casa trofei. Dico che comunque questo è un club che per ambizione deve puntare ogni torneo per ottenere il massimo. Anche se vincere non è semplice, lo dimostra la storia; cercheremo di fare il massimo sapendo che i successi non arrivano da un giorno all'altro. E' più facile dire che vinciamo questo o quest'altro, ma chi ha vinto sa che difficoltà ci sono. Questo gruppo lavora bene, ma tanti non sanno che cammino serve per la vittoria. Serve lavorare per conoscere quanto prima questo percorso".

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