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Per pochi mesi non batte il record di precocità di Insigne fra i napoletani. Timbro pesante all'undicesima presenza
di Paolo Borella© Getty Images
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Ha usato il fisico per evitare il ritorno di Caicedo, la veronica per superare in dribbling Fofana e poi ha incrociato il mancino nell'angolino, con classe, per superare Sanchez nel momento più delicato.
Tutta la personalità di Antonio Vergara nel gol che ha portato il Napoli sull'1-1, dopo il vantaggio del Chelsea con Enzo Fernandez, nell'ultima giornata della League Phase della Champions League.
Un primo gol europeo che regala un nuovo idolo di casa al popolo di Maradona, letteralmente ai piedi di Vergara dopo la sua rete. Quando il classe 2003 si è avvicinato al pubblico, cori, applausi, abbracci e addirittura una sciarpa azzurra lanciata nella sua direzione, prontamente restituita al proprietario.
Un momento magico che tiene vive le speranze di qualificazione e chi lo avrebbe mai detto? Fino a tre anni fa, Vergara giocava in Serie C con la Pro Vercelli, poi gli anni formativi con la Reggiana in B. Si è ritrovato con indosso la sua maglia azzurra, con la quale è cresciuto fin da bambino nelle giovanili, quasi per caso.
Gli infortuni in serie e un mercato che ha visto più uscite che innesti hanno aperto lo spazio giusto per Antonio, che non ha fatto complimenti e ha raccolto ogni occasione possibile. Ha vinto la Supercoppa assaggiando bene il campo, si è guadagnato una maglia da titolare in Serie A e alla fine ha anche segnato in Champions League.
Non ha battuto il record di precocità, fra i napoletani, per quanto riguarda la prima rete in Champions. Insigne, in gol nel 2013 a 22 anni all'esordio contro il Borussia Dortmund, ha anticipato di qualche mese il fresco 23enne.
Un record che sfuma, ma che non cambia le emozioni del Maradona. Sogni di Fuorigrotta per un ragazzo di Frattaminore, con l'esultanza incontenibile di Conte a confermare che tutto questo è meritato e non è un caso.