IL RETROSCENA

Il Napoli voleva Inzaghi per il post Conte, Simone ha detto no per...il fisco arabo

Nelle scorse settimane il sondaggio azzurro, ma il tecnico piacentino ha rimandato la possibilità. Deve restare in Arabia fino a luglio 2027 per evitare la maxi tassa

23 Mag 2026 - 13:26
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 © Getty Images

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Simone Inzaghi era stato considerato, in primissima fila, tra i possibili successori di Conte per la panchina del Napoli. Lo rivela l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, che racconta anche un retroscena economico. Il tecnico piacentino, attualmente all'Al HIlal, era stato contattato dalla dirigenza azzurra che gli aveva chiesto l'eventuale disponibilità per il ritorno in Italia dopo un solo anno.

Inzaghi, reduce dal campionato arabo sfuggito per un soffio dopo la conquista della coppa, ha declinato, pur lusingato, rimandando il discorso al futuro. Questo anche per ragioni strettamente fiscali. Come era accaduto per Pioli dopo l'esperienza all'Al Nassr, quando dovette aspettare diverse settimane prima di ufficializzare la sua nuova avventura alla Fiorentina, anche l'ex allenatore dell'Inter avrebbe vincoli stringenti in Arabia Saudita per evitare una maxi tassa.

Non potrebbe infatti allenare un'altra squadra prima del luglio 2027, a meno che non accetti di restituire al fisco una parte consistente del suo stipendio: circa 6 milioni di euro. Questo per le leggi arabe che riguardano la residenza dei lavoratori nel Paese. 

Simone si tiene dunque stretta la panchina dell'Al HIlal e, nonostante le proteste dei tifosi sui social, non sembra esserci aria di ribaltone con esonero da parte della società. 

Per il momento, dall'esclusivo compound extralusso di Riad in cui vive con la famiglia, può solo sorridere amaramente del platonico titolo di "unico allenatore imbattuto del mondo", come confessa agli amici. Tra qualche mese, la chance per rifarsi. Ancora in Saudi Pro League.