REAL MADRID

Florentino inizia il casting per il dopo Arbeloa: tra Deschamps, Scaloni e Klopp, in pole c'è Mou

Il presidente blanco vuole dare il via a un nuovo ribaltone alla fine della stagione

22 Apr 2026 - 11:46
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Florentino è troppo concreto per farsi contagiare dalla retorica degli amori "che fanno giri immensi e poi ritornano". Qui c'è da pensare a vincere, e a vincere a modo suo. Cioè con allenatori-gestori, secondo le preferenze in salsa merengue. Segato il troppo concettuale Xabi Alonso e avendo avuto poca fortuna, questa volta, con l'ex giocatore che allena il Castilla che viene portato in prima squadra e vince tutto (detto in soldoni Arbeloa non è Zidane), ecco, scontato, il casting per la panchina del prossimo Real Madrid. L'addio all'attuale allenatore è un dato di fatto: niente Liga (a meno di miracoli), niente Champions, adios Alvaro. 

Chi c'è rimasto in giro ad assemblare campioni senza troppa voglia di inculcargli lezioni tattiche? L'usato sicuro non è un'opzione, visto che Zizou ha già la panchina pronta per la Francia post Mondiale. E chi lascia la Nazionale bleu? Didier Deschamps, il re dei gestori dei grandi campioni. Ecco una bella opzione per il presidentissimo. Poi c'è Scaloni che, probabilmente, se ne andrà da un'Argentina con cui ha conquistato tutto. In piedi, ma più teorica che reale, anche l'ipotesi di convincere Klopp ad abbandonare l'esilio dirigenziale alla Red Bull, soprattutto ora che sembra abbia ritrovato l'occhio della tigre al pensiero del ritorno in panchina. Ma Jurgen è un po' troppo caratterizzato dal punto di vista dell'organizzazione di gioco, così come Pochettino, altro nome uscito in queste ore.

Ma allora, chi meglio di Mourinho? A Florentino sembra sia risbocciata la passione latente per lo Special One quando ha visto il suo portiere Trubin consegnare al Benfica una clamorosa qualificazione agli spareggi di Champions, nel 4-2 con il Real. In ogni caso non ha mai scordato la gestione Mou, che è riuscito a interrompere un'egemonia che sembrava inarrestabile, quella del Barça di Guardiola, con il campionato con il record di punti del 2012. Non ha mai vinto la Champions con i blancos, ma ha conquistato tre semifinali. A Madrid, insomma, si sono stufati della bonomia degli Zidane e degli Ancelotti, meglio l'uomo che non deve chiedere mai. Quello che fa impazzire le donne. E i Florentino.