Juve, l'impresa di una squadra ferita: Allegri tiene vivo il sogno Triplete

I bianconeri, nel tempio di Wembley, hanno trovato la serata perfetta nel momento di massima difficoltà

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"Quando la Juve perde un po' di sangue, riesce a tirar fuori il meglio di sé". Gigi Buffon, alla vigilia di Tottenham-Juventus, l'aveva detto. In conferenza stampa, al fianco di Allegri, con le parole, aveva già giocato la partita che avrebbe poi portato la Juventus ai quarti di finale di Champions League. Serviva l'impresa, e l'impresa è arrivata. Nel tempio di Wembley, con la squadra sotto nel punteggio, e quindi a maggior ragione sotto nel discorso-qualificazione dopo il 2-2 interno dell'andata, la Juve appariva come una squadra ferita, sofferente, quasi impossibilita a reagire tanto erano grandi le difficoltà nelle quali era venuta a trovarsi. Difficoltà già conosciute prima - come nel derby e poi a Roma con la Lazio - con una serie di infortunati da far invidia al San Raffaele e una lunga lista di calciatori ben distanti da una buona forma fisica. Eppure è arrivata la reazione, tipica proprio di chi vuole ottenere la vittoria nonostante le ferite. E nonostante i limiti che impone il momento, ben noti a mister Allegri.

Massimiliano Allegri, quindi. Ancora una volta da celebrare, ancora una volta da esaltare. Senza cambi offensivi, l'allenatore che per il terzo anno su quattro arriva a metà marzo con ancora vivo l'obiettivo Triplete, si è inventato il cambio di marcia a mezz'ora dalla fine con l'inserimento di due laterali. "Non voglio i supplementari" aveva detto il tecnico alla vigilia, nel ricordo di quel Bayern Monaco-Juventus di due anni fa costato la qualificazione ai bianconeri proprio dopo un 2-2 interno nella partita di andata. Lichsteiner e Asamoah hanno potuto dove, chi non era arruolabile, non sarebbe mai potuto arrivare. Perché quando perdi sangue, l'emergenza va tamponata. E loro, entrambi in scadenza di contratto a giugno, lo hanno fatto.

Adesso, l'obiettivo della Juventus è arrivare alla sfida con la Spal del 18 marzo leccando le ferite di chi ha combattuto fino ad ora, aspettando i rinforzi. Prima della trasferta di Ferrara ci saranno gli impegni casalinghi contro l'Udinese e il recupero con l'Atalanta. Poi ci sarà la pausa per le Nazionali, infine il rush finale. Una volata lunga due mesi, alla quale sarebbe meglio partecipassero anche Mandzukic, Cuadrado e Bernardeschi: il croato non desta particolare allarme, il colombiano potrebbe essere arruolabile da inizio aprile, mentre sulle condizioni dell'italiano regna ancora l'incertezza. Alcune ferite, purtroppo, per rimarginarsi del tutto hanno bisogno di tempo.

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