Zeman lascia il Cagliari: "La squadra non mi segue"

Dimissioni irrevocabili: lo comunica il club. Al posto del boemo scelto Festa. Nello staff anche Suazo

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Zeman, Ipp

Zdenek Zeman si è arreso. Il tecnico boemo ha presentato al Cagliari le sue dimissioni irrevocabili, sconsolato dagli ultimi avvenimenti - compreso il blitz folle degli ultras nel ritiro sardo - e da una squadra "che non mi segue". La frattura con i giocatori è definita "insanabile". Dopo l'anticipazione dell'Unione Sarda, è arrivato anche il comunicato ufficiale del club. Al posto di Zeman Festa, Anche Suazo nello staff.

Via di nuovo, due volte nella stessa stagione. Una volta sollevato dal club. Ora per sua scelta, affogato nel naufragio di un Cagliari che non ha più capo né coda, che non lo segue e che già da tempo è finito nel mirino degli ultras. Zeman alla fine ha deciso di arrendersi. "E' il solo a crederci", dicevano. Ora, invece, anche lui non ci crede più. Gianluca Festa è il nuovo allenatore del Cagliari. Prende il posto di Zdenek Zeman, che si è dimesso. Lo staff tecnico sarà composto dai collaboratori tecnici David Suazo e Gustavo Aragolaza, dal preparatore atletico Gianfranco Ibba e dal preparatore dei portieri Giomaria Ruiu. Mercoledì il nuovo allenatore dirigerà il primo allenamento.

IL COMUNICATO DEL CAGLIARI
"Il Cagliari Calcio comunica che Zdenek Zeman in data odierna ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico di allenatore responsabile della prima squadra. Al mister Zeman e ai suoi collaboratori vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto e i migliori auguri per il proseguo della carriera".

LA CONFERENZA DI ZEMAN

"Quando sono tornato ero convinto che si potesse ancora fare bene ed il primo tempo della sfida con l'Empoli mi ha dato le risposte che volevo. Le altre partite poi non sono state all'altezza, la squadra non è riuscita a far bene. Per me la questione non è vincere o perdere ma insegnare calcio. Penso ancora che il Cagliari possa salvarsi ma non con me. Non posso vedere la mia squadra fare cose diverse da quelle che dico. Ho deluso tanta gente e mi dispiace ma ho sempre dato tutto, le dimissioni sono state una mia scelta".

"Non si è fatto il calcio che volevo, la squadra non ce l'ha fatta anche per colpa mia. Non rimprovero nulla ai ragazzi, l'impegno c'è sempre stato, noi però non siamo i più forti del campionato e se non c'è organizzazione non possiamo competere con gli altri. Quanto hanno pesato gli episodi di venerdì? Nulla. Io volevo solo proporre un tipo di calcio che spesso ha portato buoni risultati".

GIULINI: "ENNESIMO FALLIMENTO"

"Sono molto amareggiato dalla decisione del boemo. È l’ennesimo fallimento della nostra stagione. Prendiamo atto della decisione e vedremo come ripartire per il futuro". Così il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha commentato le dimissioni irrevocabili di Zeman. "Mi ha spiegato le sue ragioni, il perché della sua decisione, ma parlerà lui e spiegherà tutto - ha spiegato -. Non è stato soddisfatto delle ultime partite e mi sembra una scelta scontata la sua". Per il numero uno dei sardi la contestazione dei giorni scorsi non ha influito sulla decisione: "Non credo che c'entri ciò che è accaduto la settimana scorsa con i tifosi. Se non ci fosse il Parma saremmo ultimi in classifica e sono venuti a contestare in 20/30 tifosi, una cosa che non si può certo condannare". "Se pensiamo alle ultime prestazioni credo che Zeman non abbia ritrovato la sua squadra e alla luce di tutto questo credo che la sua sia una scelta normale. Non ce ne va bene una quest'anno", ha aggiunto.

Poi un bilancio della stagione e qualche considerazione sulla scelta dei tecnici. "Fin dall'inizio abbiamo preso rischi troppo grossi dal punto di vista della parte tecnica della nostra società - ha detto Giulini -. I risultati non sono arrivati, abbiamo fatto una scelta rischiosa perché potevamo disputare un'annata incredibile o, come accaduto, un campionato da dimenticare". "Alla luce dei risultati la stagione è stata un disastro e magari una scelta dell’allenatore più conservatrice fin dall'inizio avrebbe potuto far andare le cose diversamente - ha concluso -. Come presidente prenderei sempre tecnici come Zeman e Zola, ma forse avrei fatto meglio a non sceglierli nel mio primo anno".

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