Ci sono personaggi, ma soprattutto persone, che ispirano generazioni anche più giovani e tracciano un solco seguito da chi non ha avuto il piacere di conoscerle. Sinisa Mihajlovic è una di queste. La storia del compianto allenatore serbo, scomparso nel dicembre 2022, ha lasciato un'impronta, soprattutto nell'ultima città in cui Sinisa sedette su una panchina. Il brutto male lo ha portato via ormai quattro anni fa.
Ma l'immagine dell'ex calciatore di Lazio e Inter volato a Verona per allenare i suoi nonostante le cure, quella non potrà portarla via nessuno. Quell'istantanea (oltre a tanto altro) trasmette l'energia a chi deve lottare con malattie severe, come un tumore. E' il caso di Ludovico Riccioli, 29enne fisioterapista delle giovanili del Bologna. Al medico è stato diagnosticato un linfoma primitivo del mediastino non Hodgkin, una forma aggressiva di tumore del sangue, lo scorso aprile.
Riccioli si è aperto in un'intervista al '"Resto del Carlino", in cui ha riassunto gli ultimi mesi: "Ho iniziato a sfruttare i profili per fare video su come ho affrontato il tumore e nonostante tutto sono comunque riuscito ad allenarmi con modalità e impegno modulati in base alla mia patologia."
Un percorso affrontato con una figura di riferimento: "Mihajlovic per me è un esempio, anche se non l'ho mai conosciuto di persona. Durante la malattia ho rivisto i suoi video, le sue interviste. Lui ha dimostrato una forza immensa e me l'ha trasmessa in un momento difficile, è stato un esempio. E anche suo figlio Miroslav mi ha fatto sentire la sua vicinanza venendomi a salutare"
A sua volta, la diffusione social di questa esperienza è stata di ispirazione: "È stato molto importante anche per aiutare altre persone nella mia condizione, per trasmettere il messaggio per cui anche in una situazione così grave c'è la possibilità di non lasciarsi andare: hanno iniziato a scrivermi tanti giovani che stavano attraversando lo stesso calvario, oppure le loro madri".
La buona notizia è che la malattia sembra in remissione, motivo per cui Riccioli è tornato a lavorare dopo un'assenza di qualche mese. Un lasso di tempo in cui il club emiliano ha continuato a pagare lo stipendio, mettendogli a disposizione un medico di riferimento e concedendogli tutto il necessario per rimettersi. Una mossa giudicata dal fisioterapista come "non scontata", ma che sicuramente fa da contorno a una storia commovente.