Il caso, a volte, mette di fronte a coincidenze veramente singolari. La prima avventura da allenatore di Serie A di Raffaele Palladino cominciò dopo un Lecce-Monza di metà settembre 2022, con Stroppa esonerato dai brianzoli (ultimi a un punto) per lasciare spazio all'allora tecnico della Primavera. Quattro anni dopo, negli stessi giorni e all'indomani di un Lecce-Monza, il tecnico di Mugnano di Napoli prende in corsa una squadra in crisi di risultati, con appena un pareggio in quattro turni.
Questa volta, però, Monza non è protagonista della storia, bensì Bologna. È questa la destinazione di Palladino, che raccoglie il timone lasciato sguarnito dal disarcionato Domenico Tedesco. Tocca all'ex attaccante di Juventus e Genoa, tra le altre, risollevare un gruppo che è lontano anni luce dai fasti dell'era Vincenzo Italiano. La società bolognese è andata, probabilmente, sul profilo migliore sulla piazza. A guardare il curriculum dell'allenatore 42enne ci sono tutti i presupposti per fare bene.
Citavamo poc’anzi la promozione a tecnico del Monza. Nel biennio trascorso in Brianza, Palladino centra sempre l'obiettivo salvezza, con un totale di media punti a partita di 1.36 in 73 panchine. Nell'annata 22/23, i biancorossi totalizzano 52 punti (11esimo posto) e si levano soddisfazioni come i successi esterni a Torino contro la Juventus e a Milano contro l'Inter, oltre al 2-0 all'"U-Power Stadium" ai danni di un Napoli già campione d'Italia.
Un gradino in meno in classifica nella stagione successiva, comunque tranquilla, con 45 punti. In generale, quello tra Palladino e Monza è un legame forte, con tanto di approvazione del Cavaliere Berlusconi. L'allenatore lancerà anche talenti come Carlos Augusto e Andrea Colpani, quest'ultimo voluto fortemente a Firenze con sè.
Palladino risponde con entusiasmo alla chiamata del compianto Rocco Commisso nell'estate 2024. Inizialmente, i viola faticano a ingranare. Ma grazie a un cambio modulo e all'inserimento di alcune pedine la Fiorentina si ritrova a una lunghezza dalla vetta dopo 13 giornate. Dopo lo shock Bove Kean e compagni rallentano, ma alla fine riusciranno a ottenere il pass Conference League (sesto posto), competizione in cui i gigliati proseguono fino alla semifinale, eliminati dal Betis Siviglia. A conti fatti, la media punti sarà di 1.70 in 53 panchine. Poco dopo il rinnovo firmato fino al 2027, Palladino si dimette per attriti insanabili con la società.
Sempre a stagione in corso, precisamente a novembre, viene raccolta l'Atalanta, ancora scottata dall'addio di Gasperini cui Juric non fu capace di ovviare. Con i bergamaschi il ruolino di marcia, per lunghi tratti, è quasi da Champions. Gli orobici si levano pure la soddisfazione della remuntada ai playoff di Coppa Campioni contro il Borussia Dortmund. Nota dolente l'eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori a opera della Lazio, a un passo dalla finale. Con i nerazzurri Palladino fa comunque il suo, qualificandosi alla Conference (1.59 media punti a gara).
Ma anche in questo caso, la storia d'amore si ferma durante l'estate. E sta proprio qui l'alea per il Bologna. Palladino ha il pedigree da "salvatore" in situazioni disperate. Ma Sartori e compagnia dovranno fare i conti con un tecnico talvolta insofferente, difficile da mantenere per più di una stagione.