TRAILRUNNING

Porto Cervo Trail Run... e dintorni: un fine settimana all'insegna della longevità

Sport, benessere e natura nello scorcio finale delle Longevity Weeks della Costa Smeralda

di Stefano Gatti
13 Ott 2026 - 15:00
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© Stefano Giovanni Gatti
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Approdi in Costa Smeralda con sessantadue anni suonati nello zainetto e te ne riparti dopo un weekend multiforme e multitasking con un bagaglio più leggero di ben sei anni! Succede quando i risultati superano le intenzioni e le Longevity Weeks varate dal Consorzio Costa Smeralda centrano i loro obiettivi. Sì perché se l’evento diffuso che ha tenuto banco per due settimane in uno degli angoli paesaggisticamente più magici della Sardegna punta soprattutto ad allungare (diversificandola) la stagione turistica, bisogna ammettere che le numerose attività proposte (sportive ma non solo) hanno davvero dimostrato come una vita attiva è la prima condizione per un’esistenza sana, consapevole e possibilmente lunga. Lo abbiamo toccato con mano anche noi di Sportmediaset, accettando l’invito a metterci alla prova nel fine settimana conclusivo delle Longevity Weeks "smeraldine".

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Appuntamento clou del nostro programma il Porto Cervo Trail Run di sabato 10 ottobre. Troppo allettante la prospettiva di correre sui sentieri vista-mare del promontorio del Pevero: distanza più abbordabile del solito (una decina di chilometri senza troppo dislivello) ma il… sospetto - già studiando il tracciato di gara senza avervi ancora messo piede - che da qualche parte doveva pur nascondersi il… trucco. Insomma, meglio non rilassarsi troppo all’idea di una gara facile dopo aver affrontato distanze ben più sostanziose e dislivelli più importanti nei miei quattro precedenti passaggi in Sardegna del 2026: in ordine di apparizione al Limbara Trail di Berchidda (febbraio), alla Linas Ultra Sky Marathon di Villacidro (marzo), al Pattada Wild Trail di Pattada ovviamente (maggio) e al più recente Husidore Sky Trail di fine settembre ad Oliena. 

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L’appuntamento agonistico viene preceduto da una marcia di avvicinamento sapientemente curata dall’efficiente ufficio stampa del Consorzio. Pochi minuti di camminata dalla nostra base dello Sheraton Cervo Hotel (uno dei quattro storici resort della Costa Smeralda) sono sufficienti per raggiungere la spiaggia di Porto Paglia (avete presente Cast Away? Ecco, quella anzi meglio) per una sorprendentemente coinvolgente walking experience all’insegna della mindfulness guidata dalla coach Anna Zannoni. Per chi ha lo spirito competitivo come il mio (e punta ad “ingaggiarsi” con se stesso e con il prossimo ogni volta che infila le scarpe da corsa), l’approccio è vagamente scettico ma bastano pochi minuti per aprire la mente a stare volentieri al gioco.

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È sorprendente rendersi conto di come - opportunamente guidati - la mente abbracci spazi ben più ampi di quelli di una competizione sportiva e di quanto l’atteggiamento concentrato e lo sguardo fisso solo pochi metri davanti alla punta delle proprie scarpe sia in grado di dilatarsi. Rifletto che oggi vale esattamente l’opposto di ciò che conta solitamente appena prima del segnale di partenza ma soprattutto nelle tre, quattro oppure otto ore successive. Un’oretta abbondante di mindfulness che si conclude con un senso di distensione raramente provato prima e molto diverso dal senso di appagamento di fine gara. Lascio la spiaggia con alcune parole-chiave in testa: calma, saggezza, determinazione.

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La naturale prosecuzione dell’esercizio mattutino è il passaggio di metà pomeriggio al truck Technogym “ancorato” sul piazzale della Marina di Porto Cervo per un check-up teso a mettere a confronto l’età biologica (quella scritta sulla carta d’identità) con quella che… chi fa sport sente di avere. Gli esercizi proposti dal check-up Technogym richiedono una mezz’ora di tempo e riguardano nell’ordine corpo, mobilità, equilibrio, mente forza, cardio. Mi distinguo a livello di mobilità e cardio, ad abbassarmi la media (ma lo sapevo già) sono equilibrio e forza. Il responso finale però mi conforta: sul display appare un’età percepita di cinquantasei anni, ben sei in meno di quelli “ufficiali”. Un risultato che pochi altri tra i presenti hanno raggiunto. Ne vado piuttosto fiero e decido che il “passaporto” Technogym lo sfoggerò spesso e volentieri! Intanto lo metto in pratica affrontando un test run tardopomeridiano correndo dall’hotel fino alla spiaggia del Grande Pevero, campo base della gara in programma all’indomani.

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Poco più di una manciata di chilometri di saliscendi su asfalto, arricchiti però da un assaggio del percorso di gara e in particolare dell’ultimo chilometro, tra sabbia e mulattiera bella accidentata. Non abbastanza per farsi un’idea precisa dell’intero itinerario ma più che sufficiente per fare (gratis, non è poco di questi tempi) un pieno di meraviglia al cospetto dello spettacolo di una Natura (chiamatela come di pare) che qui ha sparso i propri doni senza risparmio.

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L’appuntamento clou di Porto Cervo Trail Run è fissato per il pomeriggio dell’indomani, sabato 10 ottobre. Per la mattinata invece il programma prevede un’uscita in mare a bordo del “Bambina” che ci permette di passare in rassegna tutta la Costa Smeralda al largo delle sue scogliere e delle sue spiagge, con vista sulle isole che la fronteggiano e anche sulla non troppo lontana Corsica. La prua punta prima verso nord, oltre Capo Ferro e verso l’Arcipelago della Maddalena.

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Poi inversione di rotta, nuovo passaggio davanti a Porto Cervo e via in direzione sud, oltrepassando il promontorio del Pevero (che tra poche ore sarà teatro della gara) e ben oltre Romazzino fino alla baia di Cala di Volpe con vista - al di là di Golfo Aranci - dell’inconfondibile profilo dell’isola di Tavolara, primo annuncio di Sardegna per chi tocca terra ad Olbia. Rientrati direttamente alla Marina di Porto Cervo, è tempo di concentrarsi sull’appuntamento sportivo.

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Il campo base di Porto Cervo Trail Run è alla spiaggia del Grande Pevero. Non siamo moltissimi (una cinquantina al via della prova da dieci chiometri) ma rivedo con piacere alcuni degli habitués (local ma non solo) delle mie precedenti uscite in Sardegna. Il tempo di un breve riscaldamento e siamo già pronti per il segnale di partenza. Ad un primo chilometro in salita su asfalto segue l’attacco del primo sterrato. Ricavato sui sentieri del Pevero Health Trail - l’anello di gara ci porta inizialmente verso est, in direzione di Romazzino. Rimaniamo ampiamente nell’entroterra del promontorio: il mare sparisce alla vista, tutta l’attenzione è per i saliscendi di una mulattiera che alterna strappi brevi ma secchi e allunghi che permettono di correre a buon ritmo. Gradualmente la mulattiera lascia il posto al sentiero single track che - non privo di qualche passaggio su pietraia - serpeggia nel fitto della macchia mediterranea. Non c’è che dire: un itinerario che si rivela con il passare dei chilometri molto vario, interessante e più impegnativo del previsto.

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Lasciamo la macchia per inerpicarci sulle rocce del tratto più “sky” della gara: quello che, pure con qualche breve tratto di elementare arrampicata - ci porta nei pressi della vetta di Monti Zoppu, il punto culminante del promontorio. Puntiamo ora verso ovest, descrivendo un semicerchio destinato a riportarci all’arrivo. Il panorama torna ad aprirsi verso il mare ma, mentre ci abbassiamo gradualmente, non possiamo distrarci. Il terreno è ancora roccioso ed è meglio rimanere concentrati. A migliorare la qualità dell’esperienza è la constatazione che il “blocco mentale” che - in discesa - mi porto dietro dalla rovinosa caduta all’ultimo chilometro della Dolomyhts Skyrace di tre mesi fa a Canazei è apparentemente superato o comunque in via di “smaltimento”. In compagni di alcuni colleghi affronto i continui saliscendi tra una caletta e l’altra lungo la linea di costa, fino alla più ampia ma pur sempre “remota” Spiaggia del Cervo.

© Longevity Weeks Facebook

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Superata anche la Madonna dello Speronello, dal mare risaliamo gradualmente in quota, per guadagnare su su sentiero tra la macchia in crinale, tornando in vista della Spiaggia del Grande Pevero. Un ultimo tratto di discesa su terreno impervio e sassoso, poi sotto la suola delle Brooks Cascadia 18 che mi hanno tenuto compagnia (e in piedi) la scorsa primavera a Berchidda, Villacidro e Pattada torna a fare la sua comparsa la sabbia: prima ancora tra la sempre più rada macchia, poi sulla spiaggia ancora discretamente affollata di bagnanti. Si affonda parecchio, quindi mi sposto sulla battigia e fino al limite delle onde, dove il terreno è più compatto. Non resta che oltrepassare la linea d’arrivo e dedicarsi al ristoro. Prima di lasciare il Pevero, mi fermo a scambiare quattro chiacchiere con Ugo Pietro De Vos che - come da pronostico - si è aggiudicato la vittoria in campo maschile. Tempo finale abbondantemente inferiore all’ora (cinquantacinque minuti e quattro secondi) per il portacolori del team bresciano AMR Angolo Mountain Running che un paio di settimane prima si era classificato secondo nella ben più impegnativa Ultra Sky Supramonte di Oliena. Tra le donne ad imporsi è invece la local Alice Capone. Con il tempo finale di un’ora, nove minuti e 18 secondi la portacolori del Tri Team Sassari si è fermata proprio alle porte della classifica generale (undicesima).

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Non resta che fare rientro a Porto Cervo per godersi in buona compagnia le ultime ore di una tre giorni in Costa Smeralda all'insegna dello sport e del benessere a tuttocampo. Un'esperienza da consigliare e da ripetere in una Sardegna molto diversa da quella interna che avevo fin qui conosciuto e al tempo stesso perfetta per farmene un'idea più completa e soprattutto per amarla ancora di più.