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Performance e tecnica di corsa: osserviamo i campioni e impariamo

Alla base del gesto tecnico ci sono componenti genetiche, ma lo stile si può comunque migliorare

Performance e tecnica di corsa: osserviamo i campioni e impariamo

Dal runner alle prime armi al podista evoluto tutti rimaniamo incantati nel vedere l'eleganza di corsa al passaggio dei top runner nelle gare di un certo livello. La prima cosa che salta all’occhio è la loro struttura minuta e longilinea.

Gli atleti migliori possiedono un indice di massa corporea (bMI) basso: questo significa che, rispetto alla loro altezza, hanno un peso ridotto e muscoli efficaci ma sottili. In generale possedere una bassa percentuale di tessuto adiposo è utile per migliorare l’economia di corsa. Tale tessuto, se in eccesso, è infatti massa inattiva da sollevare a ogni appoggio del piede a terra.

Polpacci e tendini

Andando ancora più nello specifico, sono gli arti inferiori a farla da padroni; possedere polpacci poco voluminosi e gambe sottili permette di spendere poca energia durante l’accelerazione. Questa condizione è in parte genetica, ma un consiglio importante può essere legato agli esercizi di potenziamento che devono portare a un incremento del tono muscolare e della forza, evitando l’ipertrofia dei muscoli.

Anche la conformazione dei tendini rispetto alla componente muscolare stessa è fondamentale: gli africani che dominano a livello mondiale di solito hanno lunghi tendini di Achille, che portano a un maggiore accumulo di energia elastica durante la prima fase di appoggio del piede a terra; tale accumulo permette, nella successiva fase di spinta-contrazione muscolare, di risparmiare energia (in parole povere, a parità di impegno muscolare si va più forte).

Piedi reattivi e stifness

Possedere tendini lunghi e forti migliora poi la stiffness (rapporto tra la forza di estensione applicata all’unità muscolo-tendinea e il loro allungamento effettivo): minore è la deformazione tendinea a parità di carico applicato, maggiore è la stiffness e l’energia che si riesce ad accumulare nei tendini stessi (riducendo così il costo energetico).

Questa caratteristica è spesso collegata nella pratica da campo a piedi reattivi, che producono una buona spinta senza disperdere energia. La stiffness muscolo-tendinea può essere in parte migliorata con l’allenamento (entro determinate percentuali difficilmente identificabili, anche a causa della variabilità individuale) attraverso esercizi di tecnica di corsa (andature, balzi, salto con la corda eccetera) e un leggero potenziamento a circuito.


Foto Milano Marathon 2019/La Presse

TAGS:
Correre
Corsa
Running
Allenamento

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