L'INTERVISTA

Milan, Boateng fa il mercato: "Ibra lo deve tenere e Rangnick può aiutare molto"

L'ex rossonero a tutto campo: "Fiorentina? Sono ancora un po' arrabbiato, con Montella non ci siamo capiti". Poi l'elogio a De Zerbi

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"Il Milan lo deve tenere, sa fare la differenza". L'ex compagno di squadra Kevin Prince Boateng non ha dubbi sul valore di Zlatan Ibrahimovic, la cui permanenza a Milano resta uno dei nodi da sciogliere per i rossoneri, e consiglia il suo ex club anche per quanto riguarda la panchina: "Rangnick può aiutare tanto, lo dimostra quello che ha costruito. Sa come parlare con i giocatori, questa è la sua chiave".

Il giocatore ghanese, in prestito al Besiktas dalla Fiorentina - dove l'esperienza ammette lui stesso non è stata granché positiva - sta affrontando l'emergenza coronavirus dalla Turchia: "Istanbul è bellissima - racconta a Sky Sport - qui al Besiktas mi sono trovato subito bene con giocatori e allenatore". A differenza di quanto successo a Firenze, dove nella prima parte della stagione ha collezionato tante panchine: "Per rendere al massimo tanti dettagli devono combaciare - ha spiegato Boateng - sono arrivato in viola veramente con tanta voglia. Si trattava della piazza giusta, con dei tifosi caldi. Poi ho preso la 10 e ho sempre avuto la pressione di fare un gol o un assist in più. Non sono felice di come è andata. Anzi, sono ancora un po' arrabbiato perche non si è visto il vero Boateng. Montella? Non ci siamo capiti. All'inizio aveva un'idea, poi ha cambiato e, per esempio, non voleva più il centravanti che venisse incontro al pallone".

Tornando al Milan, il Boa ha raccontato l'origine della sua seconda esperienza in rossonero, nella stagione 2016-17: "Berlusconi mi ha convinto nell'esatto momento in cui ha fatto il mio numero - racconta - il giorno dopo io e il mio agente siamo andati da lui ad Arcore: 'Figlio mio perché non torni?', mi ha chiesto: 'Subito', gli ho risposto. Non me ne fregava niente delle vacanze". In panchina allora c'era Massimiliano Allegri, mentre in futiro potrebbe esserci Ralf Rangnick, che Boateng con osce bene: "Può aiutare tanto, guarda il calcio e non solo, è una persona molto intelligente che valuta i dettagli, lo dimostra quello che ha costruito. Sa come parlare con i giocatori, questa è la sua chiave". 

"Ibra? Per me era facile giocare con lui, l'ho capito subito. Chiede tanto ai compagni, ma mi ha fatto avere tanto spazio, mi ha dato palloni che sognavo. Era il compagno perfetto. Criticava tutti se non gli arrivava bene la palla o se sbagliavi davanti alla porta. Però, così facendo, insegnava. Lo sa anche El Shaarawy, che capì che a tu per tu con il portiere non si deve calciare forte ma preciso". 

In chiusura un elogio a Roberto De Zerbi, suo allenatore al Sassuolo: mi ha riportato la voglia di giocare a calcio e di divertirmi - ha svelato - come idee è uno degli allenatori più forti che abbia mai avuto. Tornare al Sassuolo? Non mi vuole più, sono andato via già due volte (ride ndr)".

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