Si sta già muovendo sondando il Portogallo, giardinetto di casa, con l'amico Mendes, ma la vera e principale missione di Ruben Amorim, tecnico all'inglese di un Milan in "stile Liverpool", sarà quella di non perdere i giocatori che ci sono già e che, in questo marasma, hanno preso ad ascoltare le voci proveniente dall'esterno. I nomi in cima a questa particolare lista sono tre: Luka Modric, Adrien Rabiot e Mike Maignan, ovvero l'asse portante della squadra per caratura, qualità e leadership.
Amorim, dicono, ha già fatto le prime telefonate, ma i colloqui non sono ancora terminati con la fumata bianca e l'estate milanista ha tutta l'aria di essere calda e molto lunga. Ma partiamo da Modric, in fondo il meno spinoso dei casi: Luka aveva un contratto di un anno con il Milan che avrebbe però potuto prolungarlo per un'altra stagione. L'accordo era chiaro: se ne sarebbe parlato a bocce ferme e la decisione sarebbe in ogni caso stata concordata. Modric ha davanti a sé, oltre a quella milanista, un paio di opzioni: la prima è il ritiro dopo il Mondiale. La seconda è un ruolo dirigenziale non si sa bene di quale importanza nel Real Madrid di Florentino Perez. Entrambe portano verso una nuova vita e la domanda è in effetti quella: Modric pensa davvero che la sua carriera da calciatore sia finita? La Champions lo avrebbe convinto a proseguire, l'Europa League è molto meno attraente e per questo Amorim dovrà essere molto persuasivo per convincerlo. In ogni caso, se ne riparlerà dopo il Mondiale.
Differenti i discorsi relativi a Rabiot e Maignan. Adrien potrebbe seguire Massimiliano Allegri a Napoli. Il suo tecnico di riferimento lo vorrebbe con sé nella nuova avventura e a lui non dispiace mai mettersi a sua disposizione. Rabiot, però, ha un contratto in essere con il Milan e, di conseguenza, per lasciare il rossonero dovrà convincere De Laurentiis a mettere mano al portafoglio per presentarsi al nuovo board del Diavolo con una proposta sufficientemente importante. Stessa cosa che serve per strappare ai rossoneri Maignan. Il portierone francese è da un anno nel mirino del Chelsea che non tarderà a bussare alla porta del Milan. Ma costa e pure parecchio, perché va bene sacrificare un giocatore così importante, ma lasciarlo partire a cuor leggero è un'opzione nemmeno considerata. Anche perché, è banale, andrebbe poi sostituito con un portiere all'altezza.
Insomma, molte tentazioni e una sola missione: convincere i senatori a credere nel Milan che verrà. Non impossibile, ma neppure molto facile.